28 Dicembre 2011

FASSINA E BOCCIA GLI ANTI-PORCELLINO  

FASSINA E BOCCIA GLI ANTI-PORCELLINO
 

L’ articolo 12 della manovra ha fatto scendere da 2.500 a 1.000 la soglia dei pagamenti in contante. Con la manovra mentire al fisco diventa un reato, e chi sbaglia una dichiarazione dei redditi rischia procedure che ricordano non poco i tribunali dell’ Inquisizione. Le banche dovranno comunicare all’ anagrafe tributaria periodicamente i movimenti dei conti corrente, e l’ Agenzia delle Entrate starebbe attrezzando gli uffici dove verranno convocati i contribuenti con le mani più bucate: dovranno rendere conto fino al centesimo di ogni spesa, di ogni sfizio e lusso. La stragrande maggioranza dei cittadini potrebbe adattarsi, risparmiando fino all’ osso, certi che (grazie a Monti) le vere proprietarie del danaro si confermano le banche. I risparmiatori con questa manovra non saranno più padroni d’ acquistare beni senza doverne rispondere ad una sorta di fisco sul modello vecchia censura. E c’ è andata bene. Il progetto originario del Partito democratico, che ha messo d’ accordo persino Stefano Fassina e Francesco Boccia (legati a componenti diverse del Pd), era rivisitare il testo unico delle leggi di polizia, quello che permette perquisizioni domiciliari per il fondato sospetto d’ armi e droga, ed inserendovi anche la tesaurizzazione da parte di privati di somme in contanti superiori ai mille euro. Questo addio ai soldi sotto il mattone, completamente mutuato dalle vecchie leggi dei paesi satelliti del Patto di Varsavia, avrebbe trasformato in delinquenti abituali tanti pensionati abituati a conservare soldi contanti in casa. Per il momento i salvadanai privati sarebbero salvi. Ma sia Boccia che Fassina stavano per coronare il loro ambizioso progetto, che avrebbe introdotto anche multe da parte del fisco per gli abitudinari del prelievo in contante. "Noi siamo favorevoli alla tracciabilità dei pagamenti, per i pensionati bisogna tenere conto della categoria", diceva Stefano Fassina (PD) prima della manovra approvata. "La piaga dell’ evasione fiscale può essere contrastata anche tassando i prelievi oltre i 1000 euro: chi non ha nulla da nascondere può pagare evitando il contante – affermava Francesco Boccia, (coordinatore delle commissioni Economiche del gruppo del Pd alla Camera) -. Oltre la soglia dei 1000 euro tutti coloro che fanno movimenti in contanti dovrebbero pagare una tassa del 10% allo Stato sul prelievo del denaro. Questo è l’ unico modo per indurre chi usa i contanti a uscire allo scoperto". Secondo il Casper (Comitato contro le speculazioni e per il risparmio di Adoc, Codacons, Movimento Difesa del cittadino e Unione Nazionale Consumatori) limitare l’ uso del contante crea un danno enorme ai consumatori e, allo stesso tempo, fa un regalo di un miliardo di euro alle banche, che intascano quest’ ingente somma da commissioni per bonifici e uso delle carte di credito.
 

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