9 Maggio 2020

Fase 2, prezzi alle stelle indagine dell’ Antitrust

guardia di finanza e carabinieri pronti a nuovi controlli anti -speculazione
Caro -virus. Tra gli effetti collaterali della pandemia c’ è il caro -prezzi ora sotto la lente di ingrandimento dell’ Antitrust che avvia una indagine. Guardia di finanza e i Carabinieri per la Tutela della salute, con l’ avvio della Fase 2 si stanno preparando ad un nuovo “carosello” di controlli. La spesa dei baresi dall’ 11 marzo in poi è cambiata. C’ è stata la corsa all’ accaparramento. Lo dimostra l’ incremento dei volumi di vendita, aumentati del 17,8%, con punte del 105,9% per farine e miscele e 88,1% per le commodities, categoria che comprende alcol, ammoniaca e simili. La quantità di prezzi in promozione rispetto al totale del venduto, ha fatto registrare una tendenza alla diminuzione. Una raffica di aumenti, alcuni dei quali ingiustificati, ha reso più complessa la ricerca del pareggio nella gestione dei bilanci familiari. Per averne la conferma basta mettere a confronto uno scontrino della spesa emesso oggi con uno datato febbraio 2020. Nel paniere di riferimento per la rilevazione dei prezzi al consumo sono poi entrati i gel igienizzanti, i guanti in lattice e le mascherine respiratorie al centro di una serie di manovre speculative che sono già state portate a galla da indagini coordinate dalla Procura di Bari e condotte dalle Fiamme gialle. L’ ultima, denominata «right price» (“giusto prezzo”) ha portato al sequestro, per violazioni di natura amministrativa e penale, di circa 12.000 prodotti anti -contagio per un valore complessivo di mercato pari a 25mila euro in 28 città delle province di Bari e Barletta -Andria -Trani. Ora l’ Antitrust, l’ Autorità garante per la concorrenza e del mercato (Agcm) ha avviato un’ indagine preistruttoria inviando richieste di informazioni a numerosi operatori della grande distribuzione organizzata «per acquisire dati sull’ andamento dei prezzi di vendita al dettaglio e dei prezzi di acquisto all’ ingrosso – spiega l’ Autorità – di generi alimentari di prima necessità, detergenti, disinfettanti e guanti, al fine di individuare eventuali fenomeni di sfruttamento dell’ emergenza sanitaria a base dell’ aumento di tali prezzi». Le richieste di informazioni, precisa l’ Agcom, riguardano oltre 3.800 punti vendita, soprattutto dell’ Italia centrale e meridionale, comprese Puglia e area metropolitana barese – pari a circa l’ 85% del totale censito da Nielsen nelle province interessate (la Nielsen è una multinazionale nata dalla fusione di due case editrici specializzata nell’ effettuare rilevazioni e quote e stime di mercato, copertura prezzi e una serie di analisi a favore delle attività di marketing e la distribuzione commerciale di beni e servizi n.d.r.). Nello specifico, dalle analisi preliminari svolte dall’ Autorità sui dati Istat sono emersi a marzo 2020, per i prodotti alimentari, aumenti dei prezzi rispetto a quelli correnti nei mesi precedenti differenziati a livello provinciale. I maggiori aumenti si riscontrano in aree non interessate da “zo ne rosse” o da misure rafforzate di contenimento della mobilità. L’ Autorità ha ritenuto di non poter escludere che tali maggiori aumenti siano dovuti anche a fenomeni speculativi. Infatti, «non tutti gli aumenti osservati – precisa l’ Agcom – appaiono immediatamente riconducibili a motivazioni di ordine strutturale, come il maggior peso degli acquisti nei negozi di vicinato, la minore concorrenza tra punti vendita a causa delle limitazioni alla mobilità dei consumatori, le tensioni a livello di offerta causate dal forte aumento della domanda di alcuni beni durante il lockdown e dalle limitazioni alla produzione e ai trasporti indotte dalle misure di contenimento dell’ epidemia». Tra i destinatari delle richieste di informazioni che operano in terra di Bari ci sono la Carrefour Italia, la MD, la Lidl, Eurospin, la cooperativa Conad Adriatico, nonché la Margherita Distribuzione (dallo scorso 29 ottobre nuova ragione sociale di tutte le attività che facevano capo ad Au chan) alcune cooperative e master franchisor come Novacoop, Coop Alleanza 3.0, Tatò Paride. Secondo l’ osservatorio di Federconsumatori il rincaro ha riguardato in maniera particolare «i beni alimentari e per la cura della casa e della persona con aumenti che sono arrivati a toccare quota +35% rispetto ai normali prezzi applicati in questa stagione». Secondo Coldiretti sarebbero state «la corsa agli acquisti durante il periodo della quarantena e le limitazioni ai consumi fuori casa, per le chiusure imposte alla ristorazione a fare lievitare i prezzi dalla frutta (+8,4%) alla verdura (+5%), ma anche quelli di “latte (+4,1%) e salumi (+3,4%)». La Guardia di Finanza di Bari ed i Carabinieri del Nas tornano alla carica con l’ inizio della Fase 2. La serrata causata dalla paura del virus Sars-Cov-2 sta per finire. Le attività commerciali che durante il lockdown hanno subito lo stop forzato, riprenderanno a correre ma con il freno a mano inserito. Le spese di gestione saranno necessariamente più alte, minori gli introiti, almeno fino a quando resteranno in vigore i vincoli del decreto Maggio. Dinamiche che rischiano di innescare un aumento dei prezzi al consumo oltre il tollerabile. Il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, comunemente conosciuto come Codacons ha già lanciato il primo allarme. L’ avvio della Fase 2, secondo l’ as sociazione avrebbe fatto registra un aumento sensibile dei prezzi dei biglietti aerei, e ripercussioni si starebbero registrano anche sul fronte ferroviario. Codacons dichiara di aver monitorato le tariffe praticate su alcune tratte che interessano le zone più colpite dalla pandemia.

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