23 Maggio 2020

Fase 2, i consumatori denunciano rincari

in prima linea incremento listini bar e parrucchieri (+25%), alimentari +2,8% già ad aprile
ROMA- Da pochi giorni è stata avviata la fase 2 dell’ emergenza covid 19: negozi di nuovo aperti, bar e ristoranti a disposizione degli avventori, nel rispetto delle prescrizioni di sicurezza. Eppure, qualcosa non va: come in molti prevedevano, i prezzi non sono quelli di tre mesi fa. Secondo le segnalazioni raccolte dal Codacons, ad esempio, in alcuni casi i prezzi per un caffè al bar sono saliti. In aumento anche i costi per pieghe e taglio di capelli. Le motivazioni sono semplici: nella fase 2 i gestori sono chiamati a sostenere nuovi costi legati alla sanificazione e alla sicurezza dei locali, nonché la riduzione dei clienti causata dalla necessità di mantenere sotto controllo il numero delle persone presenti nei locali. “Stiamo ricevendo decine di segnalazioni sugli incrementi dei listini”, ha spiegato l’ associazione dei consumatori. In testa alla classifica dei rincari, secondo quanto riporta il Codacons, “ci sono i bar, con molti esercenti che hanno ritoccato al rialzo il prezzo di caffè e cappuccino”. Anche i parrucchieri, stando alle segnalazioni, hanno aumentato i prezzi. In base ai costi medi nelle grandi città, spiega ancora il Codacons, il prezzo di un taglio passa da una media 20 a 25 euro (+25%), ma con punte che arrivano al +66%. L’ associazione ha calcolato che i rincari potranno pesare su singola famiglia con circa 536 euro a famiglia su base annua, elaborando gli aumenti di prezzi e tariffe in concomitanza con le riaperture. “Una vera e propria bomba sociale – ad avviso del Codacons – ed economica che potrebbe essere scaricata sui consumatori finali, attraverso un incremento generalizzato di prezzi e tariffe volto a recuperare sia i maggiori costi a carico degli esercenti, sia i minori guadagni”. Altri settori, ha poi segnalato l’ associazione, “hanno già registrato forti incrementi dei listini, come quello alimentare per il quale l’ Istat ha registrato ad aprile un aumento dei prezzi del +2,8%, ma sono molti i comparti che appaiono a rischio rincari”. Un circolo che può diventare vizioso, in quanto la crisi economica può portare ad una contrazione dei consumi. Intanto oltre al Codacons, anche Altroconsumo e Coldiretti hanno predisposto dei decaloghi per cercare di combattere l’ aumento dei prezzi e affrontare la spesa al supermercato o al discount con i giusti accorgimenti. Consigli semplici e di buon senso, che permettano una spesa più oculata e veloce. Tra i consigli offerti da varie organizzazioni dei consumatori, andare a fare la spesa con una lista ragionata e a stomaco pieno, per evitare di dimenticare beni necessari e fare invece acquisti di “pancia”, dettati dalla gola e non da reale necessità. Tenere sempre sotto controllo i prezzi, ed evitare quelli con prezzi maggiorati. Per i prodotti freschi è meglio andare a fare la spesa di mattina, quando gli esercizi vengono riforniti, ma è bene ricordare che in prossimità dell’ orario di chiusura numerosissime catene “svendono” prodotti deperibili come pane, dolci, prodotti precotti, con offerte 2×1 e sconti fortissimi. Non dimenticare di preferire frutta di stagione, sicuramente più economica. Per i beni dedicati alla pulizia della casa, confrontate i prezzi con i prodotti che hanno il marchio del supermercato: è possibile risparmiare fino al 50% e i prodotti hanno le medesime funzioni e caratteristiche. Una novità nella spesa di tutti, l’ acquisto di guanti, mascherine e altri dispositivi di protezione, per i quali è possibile risparmiare comprando in grandi quantità. In tal senso, se al supermercato guanti e mascherine costano troppo, o se i rifornimenti scarseggiano, è possibile ricorrere al , confrontando con attenzione i prezzi e leggendo le recensioni dei clienti per evitare acquisti incauti.

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