20 Maggio 2020

Fase 2, arriva la stangata: da Milano a Roma aumenta tutto: caffè fino a 2 euro, boom dei prezzi degli alimentari

 

Il lockdown presenta il conto agli italiani. Con l’inizio della tanto attesa Fase 2 e la riapertura di bar, ristoranti e parrucchieri, c’era da aspettarsi che i prezzi non sarebbero tornati quelli del pre-quarantena: dopo appena due giorni si iniziano infatti a vedere rincari da capogiro che rischiano di svuotare le tasche dei clienti. Lo denuncia il Codacons, che già nei giorni scorsi aveva paventato il pericolo di una stangata da ben 536 euro annui per famiglia.

In testa alla classifica dei rincari ci sono i bar. Il prezzo del caffè al bancone registra infatti un aumento dal 20 al 50% nelle grandi città: stando alle segnalazioni, a Roma, dove l’espresso costava in media 1,10 euro, sale a 1,50, a Firenze da 1,40 a 1.70, a Milano addirittura da 1,30 a 2 euro, quasi il doppio. Ma anche i parrucchieri non sono da meno: il costo medio di un taglio da 20 euro sale a 25 euro, idem per quanto riguarda shampoo, messa in piega e trattamenti.

Tante le segnalazioni, sottolinea il Codacons, da parte di chi aspettava da settimane di tornare al bar con gli amici o dal parrucchiere di fiducia ma ha avuto un’amara sorpresa a gravare sul portafogli: al momento, spiega l’associazione, si tratta però di casi isolati che riguardano una minoranza di esercenti. «Speriamo che gli esercenti di Milano non decidano in massa di ritoccare i listini per rifarsi dei minori guadagni e dei costi di sanificazioni dei locali», l’auspicio del presidente Marco Maria Donzelli.

Proprio alle misure di sicurezza dei locali legate ai protocolli governativi potrebbero infatti essere legati gli aumenti, così come le regole sul distanziamento, che inevitabilmente porteranno meno clienti e di conseguenza meno guadagni. «Una vera e propria bomba sociale ed economica che potrebbe essere scaricata sui consumatori finali», l’allarme dell’associazione. Già in aprile l’Istat aveva registrato forti incrementi dei listini per il settore alimentare (+2,8%) e quello della cura della casa e della persona (+2,5%): per capire se i rincari saranno solo sporadici e passeggeri, o generalizzati e duraturi, non ci resta adesso che aspettare la fase 3.
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