4 Giugno 2009

Fascicolo aperto dopo un esposto del Codacons

Voli di Stato con gli amici, Berlusconi indagato  Fascicolo aperto dopo un esposto del Codacons che «stigmatizzava» il trasporto del cantante Apicella I pm di Roma: «Atto dovuto, possibile l’archiviazione» Il premier: seguii le norme Il Pd: «Ma prima le cambiò»

ROMA Il nome del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è stato iscritto nel registro degli indagati della procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta sui voli di Stato e, in particolare, sull’impiego di velivoli dell’Aeronautica militare per trasferire in Sardegna alcuni ospiti del premier – tra loro il cantautore Mariano Apicella – invitati a una festa, il 24 maggio 2008, a Villa Certosa. L’iscrizione, sottolineano fonti giudiziarie, è un atto dovuto, e – rilevano le stesse fonti – potrebbe sfociare in una rapida archiviazione. Anche perché, come viene spiegato nell’articolo qui a destra, il 22 agosto 2008 entrarono in vigore le nuove regole che, varate dal governo di Silvio Berlusconi il 25 luglio, allargavano le maglie per l’accesso ai voli di Stato a ospiti anche non istituzionali, proprio come Apicella. «Sono nella tranquillità più assoluta perché abbiamo seguito le regole», aveva detto Berlusconi, parlando in tv a Porta a Porta, poco prima che fosse diffusa la notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati. Si tratta di «cose molto meschine», aveva sostenuto, «perché un premier è costretto per ragioni di sicurezza a usare voli di Stato. E se qualche volta su questi aerei c’è qualche passeggero in più non costa una lira perché l’aereo è già impiegato in quel tragitto: è questione di praticità e pragmatismo». Ma quando Rutelli e Mastella (all’epoca nel centrosinistra come ministro della Giustizia) andarono a Monza con un volo di Stato e il centrodestra, allora all’opposizione, protestò vibratamente, Rutelli era vicepremier, e dunque verosimilmente attento alle stesse ragioni di sicurezza di cui ora parla Berlusconi. L’indagine sarà trasmessa nei prossimi giorni al tribunale dei ministri. Il codice di procedura penale stabilisce, infatti, che se un’inchiesta coinvolge un esponente del governo, la procura ha l’obbligo di trasmettere il relativo fascicolo entro 15 giorni.  L’inchiesta sui voli di Stato è nata dall’esposto del Codacons contenente il ricorso che lo stesso Codacons aveva presentato al Consiglio di Stato contro il provvedimento con il quale il Tar ha negato la sospensione della direttiva del governo Berlusconi sull’ampliamento dell’utilizzo dei voli di Stato anche a persone che accompagnino cariche istituzionali. Dei voli di Stato si occuperà anche il settimanale L’Espresso, nel numero che sarà in edicola oggi. Il periodico sostiene – secondo quanto anticipato dallo stesso giornale – che le ore di volo effettuate con gli aerei del 31° Stormo dell’Aeronautica militare, da quando Berlusconi è tornato al governo, «sono raddoppiati o addirittura triplicati». Per Franceschini, Romano Prodi «aveva messo regole molto rigide» ora le maglie sono larghe. Per Di Pietro «utilizzare aerei militari per portare nani, ballerine, menestrelli e veline da Roma alla residenza privata del premier» configura il reato di peculato. 
 

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