Ecco come farsi rimborsare la Tari
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fonte:
- Il Tempo
La notizia è uscita quasi in sordina il 27 settembre scorso, soprattutto in relazione al ricorso di una albergo di Napoli. Ma la sentenza della Cassazione, si sa, fa legge. E la legge è uguale per tutti. L’ Alta Corte ha infatti stabilito il diritto alla riduzione della Tariffa rifiuti fino al 40 per cento per chi subisce «disservizi protratti» nella raccolta dell’ immondizia. A giudizio della Cassazione la riduzione «spetta per il solo fatto che il servizio di raccolta, debitamente istituito e attivato, non venga poi concretamente svolto, ovvero venga svolto in grave difformità rispetto alle modalità regolamentari relative alle distanze e capacità dei contenitori, ed alla frequenza della raccolta; così da far venir meno le condizioni di ordinaria ed agevole fruizione del servizio da parte dell’ utente». Dunque la tariffa ridotta è prevista «per il fatto obiettivo che il servizio istituito non venga poi erogato secondo le prescritte modalità» e quindi anche «indipendentemente dalla sussistenza vuoi di un nesso causale tra condotta ed evento altrimenti connaturato all’ ipotesi di illecito, vuoi di un elemento soggettivo (“colpa” contrattuale o extracontrattuale) che rendano il disservizio soggettivamente imputabile all’ amministrazione comunale». A tradurre la sentenza «in soldoni» per i romani, ci ha pensato Codacons che ha quantificato il «disservizio» nella raccolta dei rifiuti capitolina in 1,5 miliardi di euro. «In particolare, a partire dal 2012 – sottolinea una nota dell’ associazione dei consumatori – la Capitale si è trovata coinvolta in una situazione di crisi nella gestione dei rifiuti, che ha lasciato molti cittadini letteralmente sommersi dalla spazzatura, con un servizio di raccolta che non ha mai funzionato secondo gli standard previsti dal Regolamento. A fronte di tale stato di cose, il Comune di Roma e l’ Ama hanno comunque richiesto ai cittadini il pagamento integrale della tassa sui rifiuti, nonostante la legge prevedesse una decurtazione in percentuale del pagamento in caso di grave disservizio». E se fino a poco tempo fa si poteva “contare” sull’ iter giuridico, l’ ordinanza della Cassazione ha di fatto fermato il «timer». «Sulla base di quanto affermato dai giudici, il Comune di Roma e Ama avrebbero dovuto applicare una riduzione sull’ imposta comunale dei rifiuti per tutti i cittadini che non hanno potuto usufruire di un regolare servizio di raccolta dei rifiuti. Non avendolo fatto – ricorda ancora la nota Codacons – dovranno ora restituire le somme versate in eccedenza dai cittadini di Roma coinvolti nelle emergenze rifiuti negli ultimi anni, per una maxi -cifra pari a 1,5 miliardi di euro per gli ultimi 5 anni. Per tale motivo il Codacons ha pubblicato sul proprio sito una azione ri Transenne presenti e «abbandonate» quelle che chiudono la laterale della Colombo sarcitoria collettiva, attraverso la quale i cittadini romani che hanno subito negli ultimi anni disservizi nella raccolta dei rifiuti possono chiedere la restituzione della quota della Tari non dovuta in quanto attinente a periodi caratterizzati da un servizio gravemente insufficiente e carente». Tutto questo accade all’ indomani dell’ annuncio dei vertici Ama in commissione Bilancio del Campidoglio dell’ avvio del censimento «casa per casa» delle utenze, a partire da novembre. Una misura che ha come obiettivo ridurre l’ evasione ancora altissima – della tariffa rifiuti, tra le più odiate e forse non solo dai romani. A questo punto la domanda nasce spontanea, davvero conviene censire le utenze, se poi occorre abbattere del 40 per cento la tariffa a titolo «risarcitorio»? E soprattutto, alla luce di quanto disposto dalla Cassazione, il probabile aumento proprio della Tari, paventanto sempre dai vertici Ama in commissione Bilancio, a causa dell’ incremento del costo di smaltimento imposto dalla Regione, non stonerebbe un po’ troppo? Un’ altra grana per Raggi& Co, che proprio sull’ Ama non sembrano ancora aver capito la direzione da prendere. Il piano industriale dell’ ex amministatore unico, Antonella Giglio, «verrà rivisto» ha promesso il presidente della municipalizzata, Lorenzo Bagnacani. Mentre non sono stati ancora chiariti i dubbi sull’ addio, e sarebbe l’ ennesimo, del direttore generale Stefano Bina. Tutto con un bilancio in bilico e un’ esposizione bancaria di circa 500 milioni di euro.
Susanna Novelli
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