22 Maggio 2020

Faro sui comportamenti nei reparti

steri (ats): «i contagi? responsabilità anche di alcuni medici»
La “condotta zero” (o forse bisognerebbe dire le “condotte zero”) e il nesso di causalità con le decine di morti Covid-19. È questa ormai una delle tematiche portanti della maxi inchiesta, aperta dal pubblico ministero Paolo Piras sul focolaio all’ interno del polo ospedaliero sassarese. La Procura di Sassari, stando a indiscrezioni, sta esaminando anche i comportamenti di singoli operatori sanitari, nella ricostruzione dell’ escalation pandemica. Oltre alle valutazioni sulle strategie, i protocolli e le misure di prevenzione adottati con provvedimenti generali dei manager, sono in corso verifiche sul comportamento dei singoli. A Sassari, da settimane, si parla di presunte condotte irresponsabili di operatori sanitari che non avrebbero rispettato disposizioni elementari, anche in piena emergenza. Vicende che hanno attirato l’ attenzione dei familiari delle vittime e dei loro avvocati. Anche organizzazioni come il Codacons, che ha presentato un esposto in Procura, attendono che si faccia chiarezza. Il sindaco di Sassari, Nanni Campus, invece, è andato oltre, con un esposto che riguarda la posizione dei medici di base che hanno in cura gli ospiti di Casa Serena. Le parole di Steri Non sono sfuggite agli investigatori le parole del commissario dell’ Ats, Giorgio Steri, che a Olbia, nel corso di una seduta della Conferenza socio sanitaria della Zona omogenea di Olbia-Tempio, ha spiegato ai sindaci galluresi che cosa è successo in questi mesi di emergenza. È stato un resoconto chiaro e onesto, che è entrato nel cuore delle questioni. Un passaggio dell’ intervento di Steri è particolarmente interessante, il manager dell’ Ats ha detto : «Gli ospedali sono diventati, purtroppo, spazi di amplificazione del contagio. Ma, va detto, la responsabilità è stata di alcuni medici che sono andati a sciare, che sono andati in vacanza e sono rientrati in Sardegna. È successo». Il manager non si riferiva agli ospedali dell’ azienda che dirige, le sue sono state valutazioni generali, durante una ricostruzione colloquiale della pandemia. In ogni caso sono avvenute in una sede formale e confermano che negli ambienti della sanità sarda, da tempo di parla di episodi che ora sarebbero anche oggetto di verifica da parte della magistratura. Di sicuro, i familiari delle decine di persone decedute chiedono un’ indagine approfondita. «Criteri inefficaci» Riguardo ai decessi c’ è già un punto fermo e si può dedurre esaminando una serie di atti. Per il pm Paolo Piras, il problema sono i criteri utilizzati (almeno in una certa fase della pandemia) per separare i pazienti sospetti Covid dagli altri ricoverati in alcune strutture ospedaliere sassaresi. Il magistrato li ha definiti “tardivi e inefficaci”. Il caso ritenuto emblematico, in proposito, è quello di Antonio Branca, considerato la prima vittima del Covid nel Nord Sardegna. Il pm sta lavorando per accertare quanti sono stati i casi come quello del pensionato morto a metà marzo. Andrea Busia.

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