27 Luglio 2006

Farmacisti sul piede di guerra ora è sciopero ad oltranza






ROMA Farmacisti sul piede di guerra minacciano una nuova serrata, uno sciopero ad oltranza, a partire da domani. E non fermeranno il braccio di ferro con il Governo. L`assemblea straordinaria di ieri pomeriggio ha deliberato, oltre al nuovo sciopero, lo stato di agitazione permanente fino a quando «non avremo soddisfazioni dal decreto» e la raccolta delle firme per un eventuale referendum abrogativo. Questi i risultati della seconda giornata di sciopero (dopo quello del 19 luglio) indetta dalla categoria. E mentre i farmacisti annunciano le nuove azioni di protesta, la Commissione di garanzia sugli scioperi, presieduta da Antonio Martone, ha deliberato ieri l`apertura del procedimento di valutazione del comportamento della Federfarma e dell`Organismo Unitario dell`Avvocatura. Ieri mattina sotto la canicola i farmacisti hanno lasciato chiusi i loro esercizi e indossati i camici bianchi da tutta Italia sono arrivati a Roma per ribadire il loro no al decreto Bersani, che fra l`altro consente di vendere i cosiddetti farmaci da banco, quelli senza ricetta medica, anche nei supermercati, sia pure con la presenza di un farmacista. In 4.500 secondo dati Federfarma con una serrata che ha coinvolto il 95% delle farmacie italiane. «Non ci sono margini di manovra nel decreto» è stata la risposta del Governo alla delegazione dei farmacisti che ha incontrato il ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani. L`unica speranza data alla categoria è quella dell`apertura di un tavolo tecnico per una giusta interpretazione delle direttive del decreto. «Le nuove norme si legge in un nota del ministro – consentiranno l`abbassamento dei prezzi dei farmaci e una maggiore accessibilità da parte dei consumatori, peraltro sotto l`assistenza di un farmacista iscritto all`ordine professionale, proprio al fine di evitare ogni possibile abuso nell`utilizzo dei farmaci». Anche il ministro Turco ha precisato che laddove «saranno venduti medicinali ci debba sempre essere un laureato in farmacia iscritto all`Ordine». Ma il ministro ha anche dato disponibilità al dialogo e ha invitato i farmacisti a «superare l`attuale posizione rispetto ad una legge che ci porta in Europa». Adesione massiccia, dati Federfarma, quella di ieri che in Veneto è stata vicina al 100%; a Milano è stata del 98%, mentre è stata in media del 96-97% in Campania e del 93% l`adesione dei farmacisti calabresi. In Toscana hanno aderito allo sciopero ben oltre l`80% delle farmacie. I primi a sparare a zero sulle proteste messe in atto contro il decreto sono gli iscritti dal Movimento nazionale liberi farmacisti (Mnlf) che affermano «lo sciopero è contro la competizione nel settore, contro la possibilità data a nuove e vecchie generazioni di farmacisti di misurarsi nel libero esercizio della propria professione». Critiche aspre anche dalle associazioni di consumatori. Cittadinanzattiva ha inviato ieri un esposto alla Procura della Repubblica del Tribunale di Roma per valutare l`esistenza del reato di interruzione di pubblico servizio. Mentre il Codacons ricorda che «i cittadini che hanno subito disagi e che hanno trovato le farmacie chiuse, possono chiedere il risarcimento dei danni fino a 2.500 euro, ricorrendo al Giudice di pace». Il Movimento in difesa del cittadino invece accusa le farmacie di essere diventate dei veri e propri supermercati. Sul fronte parlamentare l`opposizione si è schierata dalla parte delle farmacie. Gianni Alemanno (An), intervenendo all`assemblea nazionale dei farmacisti ha detto «chiederemo anche alla Camera che si apra un confronto su questo provvedimento piovuto dall`alto e se anche questa volta ci sarà negato, penseremo a forme più dure di protesta». Mentre per Enzo Ghigo (Fi) «il Governo maschera con false liberalizzazioni la volontà di attaccare e indebolire le categorie sociali non allineate con la sinistra». La parlamentare e farmacista Azzurra Chiara Moroni è scesa in piazza per protestare. In difesa di Bersani si è espresso Pino Sgobio, dei Comunisti Italiani: «Quanto deciso dal Governo ha l`indubbio vantaggio di facilitare la vita dei cittadini e di offrire nuovi posti di lavoro, perchè apre un`ottima prospettiva professionale a migliaia di farmacisti non titolari».



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