Farmacisti: serrata riuscita
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fonte:
- l`Adige
ROMA – Nella loro prima protesta unitaria, ieri i farmacisti hanno dimostrato di essere compatti: secondo la Federfarma l`adesione nazionale è arrivata al 93%, con punte del 100 per cento in alcune province. Le saracinesche sono rimaste abbassate contro il decreto Bersani. “La compattezza con cui i colleghi hanno aderito allo sciopero dimostra quanto i farmacisti siano preoccupati per il futuro della loro professione e per le conseguenze sui cittadini dell`indebolimento del servizio farmaceutico“ ha affermato Franco Caprino, segretario nazionale di Federfarma. In alcuni centri i colleghi hanno organizzato forme di protesta spontanee. A Roma più di 800 farmacisti in camice bianco hanno manifestato sotto i Ministeri dello sviluppo economico e della salute e hanno distribuito volantini, spiegando ai cittadini i motivi dell`agitazione. Domani si terrà l`assemblea nazionale di Federfarma, alla quale è stato invitato il Ministro Bersani. “Se non avranno segnali concreti di apertura – avverte Caprino – i farmacisti sono pronti a programmare nuove, pesanti forme di protesta“. I farmacisti comunali di Assofarm, che non hanno aderito alla protesta, e che ieri hanno attutito i disagi dei cittadini, hanno preso distanze dallo sciopero. “Intanto va detto – ha commentato Assofarm – che non si tratta di uno sciopero ma di una serrata: la prima nella storia delle Farmacie italiane. Reazione spropositata, a nostro giudizio, perché le misure con tenute nel Decreto Bersani non sono un fulmine a ciel sereno“. Infatti da diversi anni, ricordano, si parla della fuoriuscita del farmaco da banco dal canale esclusivo delle farmacie. Lo stesso ministro Bersani ha però lasciato comprendere che esiste qualche possibilità di apertura rispetto alle richieste dei farmacisti. Le norme presenti nel decreto competitività relative alle farmacie propongono “modelli largamente diffusi anche in Europa. E diciamo anche che l`aspirina in quei Paesi costa meno“, ha affermato il ministro per lo Sviluppo economico a margine di un convegno di Unioncamere. Bersani si è detto dispiaciuto per l`uso di alcuni argomenti “allarmistici, che fanno torto all`intelligenza dei consumatori. Io credo – ha osservato – che misure come queste debbano essere recepite come ammodernamento del sistema e poi è anche importante ribadire che non sono contro nessuno. Tuttavia bisogna consentire – ha aggiunto – qualche possibilità in più di entrata nel mondo del lavoro ai giovani“. Per quanto riguarda le proteste dei farmacisti, Bersani ha voluto ricordare, “visto che ci sono le agitazioni in corso, che quando si dice la parola “farmacisti“, questa non è un sinonimo di titolare di farmacia. In questo Paese ci sono anche altri farmacisti – ha ricordato – laureati in farmacia, dipendenti comunali, etc., andando a costituire una realtà piuttosto varia. Noi in realtà chiediamo che in un esercizio commerciale ci sia un farmacista e che i prodotti da banco vengano venduti in luoghi separati; ma se uno si legge la riforma del commercio, quella generale, potrà vedere con chiarezza che un cittadino farmacista può benissimo aprirsi un esercizio nel quale operare, con medicinali da banco e con altre merceologie“. Il provvedimento, ha poi rassicurato il ministro, “non ha lo scopo di favorire la grande distribuzione“. Alcune associazioni, come il Codacons, si sono infine dette pronte a denunciare per interruzione di pubblico servizio le farmacie chiuse, invitando i cittadini a segnalarle, ed a boicottarle rifornendosi solo presso quelle comunali.
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