Farmacisti, da domani nuovi scioperi
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fonte:
- l`Adige
ROMA – Farmacisti sul piede di guerra minacciano una nuova serrata a partire da domani. E non fermeranno il braccio di ferro con il Governo. L`assemblea straordinaria di ieri pomeriggio ha deliberato oltre al nuovo sciopero lo stato di agitazione permanente fino a quando “non avremo soddisfazioni dal decreto“ e la raccolta delle firme per un eventuale referendum abrogativo. Questi i risultati della seconda giornata di sciopero (dopo quello del 19 luglio) indetta dalla categoria e mentre i farmacisti annunciano le nuove azioni di protesta la Commissione di garanzia sugli scioperi, presieduta da Antonio Martone, ha deliberato ieri l`apertura del procedimento di valutazione del comportamento della Federfarma e dell`Organismo Unitario dell`Avvocatura. Ieri mattina sotto la canicola i farmacisti hanno lasciato chiusi i loro esercizi e indossati i camici bianchi da tutta Italia sono arrivati a Roma per ribadire il loro no al decreto Bersani. In 4.500 secondo dati Federfarma con una serrata che ha coinvolto il 95% delle farmacie italiane. “Non ci sono margini di manovra nel decreto“ è stata la risposta del Governo alla delegazione dei farmacisti che ha incontrato il ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani. L`unica speranza data alla categoria è quella dell`apertura di un tavolo tecnico per una giusta interpretazione delle direttive del decreto. “Le nuove norme – si legge in un nota del ministro – consentiranno l`abbassamento dei prezzi dei farmaci e una maggiore accessibilità da parte dei consumatori, peraltro sotto l`assistenza di un farmacista iscritto all`ordine professionale, proprio al fine di evitare ogni possibile abuso nell`utilizzo dei farmaci“. Anche il ministro Turco ha precisato che laddove “saranno venduti medicinali ci debba sempre essere un laureato in farmacia iscritto all`Ordine“. Ma il ministro ha anche dato disponibilita al dialogo e ha invitato i farmacisti a “superare l`attuale posizione rispetto ad una legge che ci porta in Europa“. Adesione massiccia, dati Federfarma, quella di ieri che in Veneto è stata vicina al 100%; a Milano è stata del 98%, mentre è stata in media del 96-97% in Campania e del 93% l`adesione dei farmacisti calabresi. In Toscana hanno aderito allo sciopero ben oltre l`80% delle farmacie. I primi a sparare a zero sulle proteste messe in atto contro il decreto sono gli iscritti dal Movimento nazionale liberi farmacisti (Mnlf) che affermano “lo sciopero è contro la competizione nel settore, contro la possibilità data a nuove e vecchie generazioni di farmacisti di misurarsi nel libero esercizio della propria professione“. Critiche aspre anche dalle associazioni di consumatori. Cittadinanzattiva ha inviato un esposto alla Procura di Roma per valutare l`esistenza del reato di interruzione di pubblico servizio. Mentre il Codacons ricorda che “i cittadini che hanno subito disagi e che hanno trovato le farmacie chiuse, possono chiedere il risarcimento dei danni fino a 2.500 euro, ricorrendo al Giudice di pace“. Sul fronte parlamentare l`opposizione si è schierata dalla parte delle farmacie. Gianni Alemanno (An) ha detto “Chiederemo anche alla Camera che si apra un confronto su questo provvedimento piovuto dall`alto e se anche questa volta ci sarà negato, penseremo a forme più dure di protesta“. In difesa di Bersani si è espresso Pino Sgobio, dei Comunisti Italiani: “Quanto deciso dal Governo ha l`indubbio vantaggio di facilitare la vita dei cittadini“. Intanti ieri mattina davanti Montecitorio a far sentire la loro voce sono arrivati anche i “panificatori“ e cioè diversi proprietari di panifici venuti a manifestare contro il decreto sulle liberalizzazioni che prevede appunto la liberalizzazione delle licenze per i panifici. Una lunga tavola con diverse qualità di pane vengono offerte ai passanti, qualcuno ha anche in mano un cartello su cui c`è scritto: “Il nostro pane puoi mangiarlo sicuro, quello di Bersani manco ai cani“.
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