19 Luglio 2005

FARMACI:OTE;VENDITA ALL`IPERMERCATO, NO RISSE SERVE







(ANSA) – ROMA, 19 lug – L`Osservatorio della terza età

solidarizza col Codacons, condividendo nel contenuto la protesta

di vendere medicinali in un ipermercato alla periferia di Roma,

ma, spiega, “ora basta risse serve trattare“.

“Il mercato deve aprirsi, deve essere liberalizzato ma non

nel caos. E` ora di sedersi attorno ad un tavolo per discutere

in maniera pacata e nell`interesse di tutti“ afferma Roberto

Messina, Segretario Generale dell`Osservatorio della Terza Età.

“Nessuno – aggiunge il leader dell`Associazione degli

anziani – vuole un mercato senza regole, soprattutto se è in

ballo la salute dei cittadini. Un`intesa tra aziende, farmacisti

e consumatori-utenti si può e si deve trovare. Credo che, dopo

il controverso avvio del decreto taglia prezzi, l`unica strada

é quella della trattativa. Prima di ulteriori scelte

unilaterali, ognuno di noi deve spendersi nell`interesse

generale. Ad aprire una sede di confronto – conclude Messina –

potrebbe essere proprio il ministro della Salute, si alla

liberalizzazione ma con l accordo di tutti!“.

“Liberalizzare il mercato per abbassare i prezzi – aggiunge

Messina – dovrebbe essere un atto dovuto. Nessuno vuole la

vendita selvaggia, ma quello che la gente comune chiede è di

poter trovare una farmacia, gestita da un laureato, anche in un

supermercato al posto di andarla a cercare tra le 17mila

contingentate da una legge di cento anni fa“.

L`Ote sottolinea, inoltre, come lo Stato dal 91 al 2004 si

sia “ben guardato dall`aumentare le risorse per la sanità

(6,4% del Pil), costringendo i cittadini ad aumentare la spesa

privata, che nel 1991 era pari al 17,5% della spesa complessiva

(60,9mld), mentre nel 2004 ha superato il 22,5% dei 107 mld

spesi in totale in Italia per la salute“.

Tale dinamica per gli anziani è giudicata `devastante`. Nel

2004 gli anziani pensionati hanno speso 1480 euro ovvero il 34%

in piùdi una famiglia, che mediamente ha speso 1102 euro.

E` da cogliere la “disponibilità della Grande

distribuzione organizzata – sostiene l`Ote – ad impiantare nuove

farmacie che si accontenterebbero di un aggio tra il 4 e il 10%

contro il 22,6% pagato attualmente alle farmacie“. Secondo uno

studio del Dipartimento economico dell`Ote l`apertura di solo

mille nuove farmacie nei centri commerciali consentirebbe allo

Stato un minore esborso da 100 a 150 milioni di euro, che

salirebbe a 150-200 milioni per i cittadini che comprano le

medicine di tasca propria.

(ANSA).

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