FARMACI:OTE;VENDITA ALL`IPERMERCATO, NO RISSE SERVE
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fonte:
- Ansa
(ANSA) – ROMA, 19 lug – L`Osservatorio della terza età
solidarizza col Codacons, condividendo nel contenuto la protesta
di vendere medicinali in un ipermercato alla periferia di Roma,
ma, spiega, “ora basta risse serve trattare“.
“Il mercato deve aprirsi, deve essere liberalizzato ma non
nel caos. E` ora di sedersi attorno ad un tavolo per discutere
in maniera pacata e nell`interesse di tutti“ afferma Roberto
Messina, Segretario Generale dell`Osservatorio della Terza Età.
“Nessuno – aggiunge il leader dell`Associazione degli
anziani – vuole un mercato senza regole, soprattutto se è in
ballo la salute dei cittadini. Un`intesa tra aziende, farmacisti
e consumatori-utenti si può e si deve trovare. Credo che, dopo
il controverso avvio del decreto taglia prezzi, l`unica strada
é quella della trattativa. Prima di ulteriori scelte
unilaterali, ognuno di noi deve spendersi nell`interesse
generale. Ad aprire una sede di confronto – conclude Messina –
potrebbe essere proprio il ministro della Salute, si alla
liberalizzazione ma con l accordo di tutti!“.
“Liberalizzare il mercato per abbassare i prezzi – aggiunge
Messina – dovrebbe essere un atto dovuto. Nessuno vuole la
vendita selvaggia, ma quello che la gente comune chiede è di
poter trovare una farmacia, gestita da un laureato, anche in un
supermercato al posto di andarla a cercare tra le 17mila
contingentate da una legge di cento anni fa“.
L`Ote sottolinea, inoltre, come lo Stato dal 91 al 2004 si
sia “ben guardato dall`aumentare le risorse per la sanità
(6,4% del Pil), costringendo i cittadini ad aumentare la spesa
privata, che nel 1991 era pari al 17,5% della spesa complessiva
(60,9mld), mentre nel 2004 ha superato il 22,5% dei 107 mld
spesi in totale in Italia per la salute“.
Tale dinamica per gli anziani è giudicata `devastante`. Nel
2004 gli anziani pensionati hanno speso 1480 euro ovvero il 34%
in piùdi una famiglia, che mediamente ha speso 1102 euro.
E` da cogliere la “disponibilità della Grande
distribuzione organizzata – sostiene l`Ote – ad impiantare nuove
farmacie che si accontenterebbero di un aggio tra il 4 e il 10%
contro il 22,6% pagato attualmente alle farmacie“. Secondo uno
studio del Dipartimento economico dell`Ote l`apertura di solo
mille nuove farmacie nei centri commerciali consentirebbe allo
Stato un minore esborso da 100 a 150 milioni di euro, che
salirebbe a 150-200 milioni per i cittadini che comprano le
medicine di tasca propria.
(ANSA).
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