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11 Febbraio 2006

Farmacie, sulla titolarità si scatena la polemica

ROMA Ha sollevato immediatamente polemiche, l`ipotesi di modificare i criteri sulla titolarità delle farmacie contenuta nella segnalazione presentata ieri dall`Antitrust alle Camere e al Governo e secondo la quale titolare di una farmacia può essere anche un non farmacista allo scopo di aprire il mercato della vendita e della distribuzione delle medicine e favorire una riduzione dei prezzi. Secondo l`Autorità guidata Antonio Catricalà non è necessario che il farmacista sia titolare della farmacia, ma è sufficiente che “la persona incaricata di distribuire i medicinali in un esercizio farmaceutico sia un farmacista“. Dopo aver sollevato il problema una prima volta nel 2005, l`Antitrust è tornata a chiedere al Parlamento, che stava esaminando il decreto che consentiva sconti sui farmaci, di liberalizzarne la vendita consentendola, per i prodotti da banco, anche nei supermercati. I punti sui quali viene chiesta una modifica, sia pur nell`imminenza dello scioglimento delle Camere, sono tre: la possibilità che titolare di una farmacia sia un non farmacista, permettere l`integrazione tra commercio all`ingrosso e al dettaglio, rendere possibile la titolarità di più farmacie e società di farmacisti per creare catene distributive in grado di ridurre i prezzi. Contraria a modificare i criteri per la titolarità delle farmacie nel senso indicato dall`Antitrust, è la Federazione dei titolari di farmacie (Federfarma). E ricordando che una richiesta relativa alla titolarità era stata avanzata in precedenza dalla Commissione Europea, il presidente nazionale della Federfarma, Giorgio Siri, ha rilevato che “al momento il governo deve rispondere alla Commissione Europea“, quindi quest`ultima dovrà tornare a pronunciarsi in merito, dopodiché per un`eventuale modifica dell`ordinamento attuale sarà necessaria una legge. L`ordinamento italiano, ha osservato ancora Siri, non è affatto un caso isolato in Europa in quanto proprietà e titolarità si identificano in molti altri Paesi europei, come Francia, Germania, Portogallo e Spagna. “A livello europeo – ha rilevato Siri – il problema non esiste e non si capisce perché la richiesta di un cambiamento debba essere presentata proprio al governo italiano“. In secondo luogo, secondo il presidente della Federfarma, l`introduzione di nuove regole sulla titolarità potrebbe comportare che alcune farmacie siano di proprietà di aziende farmaceutiche, di medici o ancora di grossisti. “Che tipo di risultati – si domanda il presidente della Federfarma – potrebbe avere questo sull`orientamento delle vendite? C`è il rischio di un orientamento del mercato a scapito dei cittadini. Più che ridurre i prezzi c`è il rischio di aumentare incidenti“. A favore della segnalazione del`Antitrust si è espresso invece il Codacons, che ha giudicato l`apertura dell`Antitrust “decisamente positiva“. Si tratta, secondo l`associazione di consumatori, di una “apertura molto importante perché favorisce i consumatori attraverso la riduzione dei prezzi. Tuttavia – ha aggiunto – la strada migliore da seguire resta quella della vendita dei farmaci nei supermercati“.

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