Farmacie, serrande ancora chiuse
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fonte:
- TG COM
Codacons chiede multe severe
Seconda giornata di sciopero delle farmacie. Se l`adesione sarà simile a quella del 19 luglio (93%), resterà aperto un esercizio su sei: 2.900 in tutto (di cui 1.500 private di turno e 1.400 comunali) contro le 17.900 (16.500 private) che operano quotidianamente in Italia. La protesta è stata proclamata dalla Federfarma contro il decreto sulla competitività. Adiconsum e Codacons chiedono sanzioni contro chi sciopera. Caos per le strade a Roma, già provata per le misure di sicurezza per il vertice sul Medio Oriente. I farmacisti aderenti a Federfarma hanno occupato piazza Barberini, mandando in tilt il traffico. I carabinieri e la polizia hanno creato un cordone per racchiudere gli scioperanti (circa 600), arrivati da tutt`Italia. Sono volati spintoni e insulti da ambo le parti, e una giovane farmacista si è sentito male. “Ci hanno caricato – urla al megafono un manifestante – è una vergogna che dimostra la coda di paglia del governo“. Solidarietà ai farmacisti da parte dell`ex ministro Gianni Alemanno, di Alleanza Nazionale: “Questa è l`ennesima sacrosanta manifestazione di una categoria colpita dal decreto Bersani. Norme inaccettabili nel merito, perché distruggono la rete sanitaria nazionale, e nel metodo, perché varate senza alcun confronto con le categorie“. Alemanno ha ricordato che se il decreto non verrà modificato, si ricorrerà al referendum. La situazione di maggior disagio riguarda soprattutto le regioni del sud, dove le farmacie comunali sono poco diffuse. In Calabria, per esempio, ce ne sono solo due. I farmacisti sono stati richiamati dalla commissione di garanzia perché non hanno rispettato i termini di presentazione della notifica dello sciopero ma questo sembra non preoccupare la categoria. “Abbiamo avvisato la commissione di garanzia, i tassisti non hanno fatto neanche quello. Comunque dovevamo dare una risposta immediata alla categoria e lo abbiamo fatto“, ha dichiarato il presidente di Federfarma, Giorgio Siri. Ma sul decreto per le liberalizzazione è lotta. Il ministro dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, ha ricordato che “si continua a parlare di supermercati ma il clou dell`operazione non sono i supermercati. Il clou dell`operazione significa che un farmacista può aprirsi un negozio di farmaci con l`aggiunta di tutta la merceologia che vuole“. Secca la replica della Federfarma: “Le piccole farmacie e con loro gli abitanti dei piccoli Comuni, sono i soggetti che rischiano di subire le conseguenze più gravi dall`approvazione del decreto sulle liberalizzazioni – si è difesa l`associazione di categoria. Le farmacie rurali non hanno la possibilità di competere con gli ipermercati che, anche grazie a una collocazione territoriale favorevole, attraggono decine di migliaia di clienti e dispongono di risorse economiche e organizzative ben superiori a quelle di una farmacia“.
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