Farmacie, è scontro sulla serrata
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fonte:
- Il Messaggero
Alta adesione allo sciopero. Federfarma: ora ascoltateci. I consumatori: interruzione di servizio
ROMA – Compatti. Una media del 93 per cento con punte del cento per cento, per il primo sciopero dei farmacisti negli ultimi 37 anni l`adesione è stata massima. Come forte è stata la reazione dei consumatori e del Codacons in particolare che si detto pronto a denunciare per interruzione di pubblico servizio le farmacie chiuse. Croci spente ieri per le strade. Saracinesche abbassate e un cartello per spiegare ai consumatori le ragioni di una mobilitazione che ha disorientato l`Italia anziana e ammalata. Ma proprio la compattezza della protesta, ha spiegato il presidente della Federfarma Franco Caprino, dimostra quanto i farmacisti siano preoccupati per il futuro della loro professione. “Non vogliamo essere divorati dai supermercati“, si leggeva sui cartelli. “Non permettere che la tua farmacia chiuda per sempre“. E` contento Caprino delle manifestazioni spontanee che hanno accompagnato la serrata, del corteo di 800 farmacisti romani che in camice bianco ha raggiunto i ministeri dello sviluppo economico e della salute per fare volantinaggio. “Non è una protesta in favore degli interessi dei farmacisti, ma a tutela della salute dei cittadini – ripete Caprino – Siamo convinti sia necessario abbassare il costo dei farmaci troppo cari in Italia rispetto agli altri Paesi europei, ma la strada non è quella indicata dal ministro Bersani. Il problema vero è non permettere alle industrie farmaceutiche di praticare i prezzi che vogliono. Poi si può discutere“. E per domani invita il ministro all`assemblea nazionale di Federfarma: “Se non avremo segnali concreti di apertura, saremo costretti a programmare nuove, pesanti forme di protesta“. In linea con il decreto, Federfarma si dice favorevole alla possibilità di vendere medicinali di automedicazione anche al di fuori della farmacia e a rivedere il meccanismo del commercio all`ingrosso dei farmaci, rendendo meno rigide le norme sulla gestione societaria delle farmacie, a condizione che si evitino eccessive forme di concentrazione che danneggiano il cittadino e mettono in pericolo la sopravvivenza stessa del servizio farmaceutico. E` su questa base che la federazione ritiene possibile avviare subito un confronto costruttivo e positivo per le parti interessate. Ma nella categoria che ieri ha protestato c`è anche chi appoggia la “timida liberalizzazione“ intrapresa con il decreto. Giannangelo Cerutti, delegato regionale del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti, spiega perché: “Un laureato in farmacia che non abbia il padre farmacista in Italia ha tre alternative: o sborsa dai 3 ai 4 milioni di euro per acquistare una licenza, o sposa il figlio o la figlia di un farmacista oppure deve accontentarsi di fare lo stesso lavoro del titolare dell`esercizio, ma guadagnando quanto un operaio, 1100 euro al mese“. Poi ci sono i rappresentanti dei consumatori che non hanno preso bene la serrata. Diciassette associazioni si sono unite per sostenere il decreto Bersani e temono che “i vari aggiustamenti vadano a svilire l`animo di una riforma che andava nella giusta direzione. Il Codacons chiede ai cittadini di segnalare le farmacie che hanno scioperato e propone di boiccottarle. Carlo Rienzi lancia la sfida: “Chiederemo nei confronti dei farmacisti responsabili il ritiro della licenza“.
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