26 Luglio 2006

Farmacie, oggi seconda serrata contro la riforma

Sit in a Roma dei camici bianchi. Garantito il servizio nei 1500 esercizi di turno Farmacie, oggi seconda serrata contro la riforma

Roma – “I farmacisti protestano contro la lobby Prodi-Bersani-Coop che sta svendendo il diritto alla salute e la tutela del farmaco“. I camici bianchi si giocano il tutto per tutto. Continua il muro contro muro: dopo che il ministero di via Veneto ha fatto saltare il tavolo di confronto di lunedì, la Federfarma prepara nuove forme di protesta contro il decreto Bersani che liberalizza la vendita dei medicinali da banco tra gli scaffali dei supermercati e favorisce la logica del profitto a quella della salute. Oggi seconda serrata nazionale. Per le vie capitoline il Comitato dei farmacisti titolari contro il decreto Bersani ha affisso, lunedì notte, volantini per “difendere la farmacia di quartiere contro la logica del profitto“. Un invito a tutti i cittadini che, con la firma, possono dimostrare il proprio malcontento: una raccolta lanciata dalla Federazione delle associazioni di giovani farmacisti, cui ha aderito anche Federfarma, per informare il Paese delle riforme apportate dal “decreto truffa“ voluto dal centrosinistra. Si inaspriscono i toni. La protesta dilaga. E i camici bianchi si preparano alla seconda serrata: oggi saracinesche abbassate “contro la finta liberalizzazione prevista dal decreto legge Bersani“. Il servizio sarà comunque attivo nelle 1500 farmacie private di turno. Nella centralissima piazza Barberini, a Roma, è previsto, poi, un sit in di farmacisti in camice bianco. Allo sciopero parteciperanno anche le le piccole farmacie rurali della Federfarma-Sunifar, che denuncia il rischio effettivo di soccombere agli “ipermercati che, anche grazie a una collocazione territoriale favorevole, attraggono decine di migliaia di clienti e dispongono di risorse economiche e organizzative ben superiori a quelle di una farmacia“. “Garantire in questi difficili frangenti il servizio farmaceutico che, vale la pena ricordare, attiene alla stessa esistenza della popolazione, è stato e resterà, una delle caratteristiche fondamentali della missione delle farmacie pubbliche – spiega il presidente dell Assofarm, l`associazione che riunisce le farmacie comunali, Venanzio Gizzi – Non ci sono ragioni di sorta che ci spingeranno a venir meno a questo intendimento connaturato alla nostra stessa storia. Come abbiamo già affermato in precedenti interventi, del dl Bersani apprezziamo soprattutto la spinta verso l apertura di un mercato, anche se particolare, come quello dei farmaci“. Incontri che, tuttavia, non hanno sortito l effetto sperato. Lunedì scorso il fallimento del tavolo con il sottosegretario Paolo Giaretta. “Si è trattato di una gran presa per i fondelli, ci hanno fatto solo perdere tempo“, aveva dichiarato dopo l incontro il segretario nazionale di Federfarma Franco Caprino accusando lo stesso Bersani di “scarso interesse per la nostra situazione“ non essendosi presentato di persona ma avendo delegato il dialogo al sottosegretario. “In poco più di due mesi è stato capace di abrogare numerose riforme delle Cdl e di compromettere lo sviluppo economico e sociale: non avendo il coraggio di varare le grandi liberalizzazioni, riesce solo a scontrarsi frontalmente con farmacisti, avvocati e altre categorie professionali che protestano legittimamente perchè non si affrontano i nodi di fondo“. Così il componente della Consulta del Presidente di Forza Italia, Antonio Martusciello, che vede nelle scelte di Bersani il tentativo di “aggirare le sfide vere della competitività e dello sviluppo“. Anche Chiara Moroni, vice presidente del gruppo parlamentare di Forza Italia, definisce il dl “vergognoso“ dal momento che il ministro “non ha avvertito la sensibilità istituzionale di incontrare gli esponenti di Federfarma“. Dura la risposta del diessino Bersani che, forte dell appoggio del Codacons e delle associazioni a sostegno dei consumatori, accusa l opposizione di strumentalizzare la protesta: “Vi sarà sfuggito che si continua a parlare di supermercati ma il clou dell operazione non sono i supermercati. Il clou dell operazione significa che un farmacista può aprirsi un negozio di farmaci con l aggiunta di tutte le merceologia che vuole. E un giovane riesce a fare il farmacista“. Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, ha già fatto sapere che l associazione chiederà formalmente “una multa di 10 mila euro in capo a ciascuna farmacia che abbasserà le serrande e una sanzione di 1 milione di euro per Federfarma“. Ieri, il Codacons ha presentato anche un esposto alla magistratura per “accertare se siano o meno ravvisabili i reati di affissione abusiva e stampa clandestina, in relazione sia all affissione selvaggia sia all assenza, nei manifesti di propaganda, delle indicazioni concernenti lo stampatore“. “Un provvedimento farsa“, è invece l accusa di Cittadinanzattiva che sottolinea, in una nota, che “a farne le spese saranno i cittadini più deboli“. “Proprio queste categorie sono state le più penalizzate dal precedente sciopero – spiega il segretario generale Teresa Petrangolini – non si può impedire l accesso ai cittadini a un servizio di pubblico interesse“.

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