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19 Luglio 2006

Farmacie, mercoledì serrande giù Per protesta contro il decreto Bersani

Farmacie chiuse mercoledì 19 luglio, tranne quelle di turno. La decisione arriva da Federfarma, che protesta così contro il decreto-legge Bersani, accusato di “stravolgere l`assetto del servizio farmaceutico“. Nel mirino dei 17mila titolari di farmacie, soprattutto la norma che consente la vendita dei farmaci “da banco“ anche nei supermercati: un fatto che penalizzerebbe in particolare le farmacie dei piccoli centri. Sulla vicenda della liberalizzazione della vendita di alcuni farmaci si è aperto un confronto tra governo e associazioni dei vari settori. E negli incontri fin qui avvenuti, si lavora a un tentativo di mediazione sull`ipotesi di una lista di farmaci `leggeri` e innocui per piccole patologie, acquistabili anche senza il farmacista nei supermercati, negli autogrill, nelle stazioni ferroviarie o in aeroporto. Un`idea che ha trovato un cauto interesse da parte del ministro per la Salute, Livia Turco, che rimane però contraria alla vendita dei farmaci in esercizi commerciali senza la presenza del farmacista. A favore del decreto Bersani si schiera la Coop, che ha recentemente consegnato al presidente della Camera, Fausto Bertinotti le 800mila firme raccolte da novembre nel corso della campagna “Farmaci più liberi, prezzi più bassi“. “Abbiamo sottoposto al governo le nostre proposte – ha spiegato a Labitalia il segretario nazionale di Federfarma Franco Caprino – dando dei consigli su quello che riteniamo sia da correggere nell`interesse dei cittadini. Non siamo per la chiusura e attendiamo delle risposte“. Caprino ha ribadito come Federfarma ritenga necessario stilare una lista dei farmaci da affidare alla grande distribuzione, come accade negli altri Paesi europei, e pensare a una differenziazione delle confezioni (più piccole per supermercati e ipermercati) al fine di evitare abusi nei consumi. Quanto al possibile impatto del provvedimento del governo sui prezzi dei medicinali Caprino ha osservato: “Indubbiamente ci sarà un iniziale effetto calmiere che svanirà rapidamente. Infatti, si passerà da una prima fase in cui i farmaci saranno venduti a prezzi stracciati per poi aumentarli sensibilmente nel giro di poco tempo“. Piace, invece, al Codacons la vendita dei farmaci nei banchi del supermercato. Una rivoluzione che secondo l`associazione dei consumatori, farà risparmiare ai cittadini 424 milioni di euro all`anno (la stima è fatta su una base media di sconto pari al 20%). “Checchè ne dicano i farmacisti, i numeri parlano chiaro – ha affermato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – e il risparmio per i consumatori è evidente oltre che sostanzioso“. Atteggiamento neutrale sulla liberalizzazione dei farmaci da parte di Farmindustria, che rappresenta le industrie farmaceutiche che operano sul territorio nazionale: “Come industria farmaceutica – ha dichiarato il vice presidente di Farmindustria, Sergio Liberatore – siamo responsabili dei nostri prodotti, dalla produzione allo smaltimento. E dunque quello che a noi interessa è sapere se il farmaco viene conservato in maniera adeguata, come viene smistato, se è venduto correttamente. E a questo proposito ci sembra opportuna la presenza di un farmacista. Insomma, vogliamo delle garanzie“.

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