28 Luglio 2006

FARMACIE: DISAGI E CODE PER TERZA GIORNATA SCIOPERO

FARMACIE: DISAGI E CODE PER TERZA GIORNATA SCIOPERO/ANSA




PROTESTA IN TUTTA ITALIA, MA IN ALCUNE CITTA` ESERCIZI APERTI









(ANSA) – ROMA, 28 lug – Lunghe code davanti ai pochi esercizi

aperti e disagi per i cittadini, ma nessun problema di ordine

pubblico, nel terzo giorno di serrata delle farmacie (i primi

due il 19 luglio e il 26 luglio). E mentre i titolari delle

farmacie di tutta Italia rimangono uniti nel sostenere lo stato

di agitazione contro il decreto sulle liberalizzazioni,

sull`apertura degli esercizi il Paese si spacca in due: le

città che continuano, nonostante l`adesione alla protesta, a

tenere in funzione gli esercizi si concentrano soprattutto al

Nord-Ovest (prime su tutte Milano e Torino, con casi isolati in

tutta Italia), mentre per le città del Centro-Sud (in testa

Napoli e Palermo) la serrata è pressoché totale. Intanto,

alcune associazioni di consumatori minacciano di ricorrere alle

vie legali se continuerà lo sciopero ed è partita, sostenuta

dal Codacons, la prima causa di risarcimento danni.


– IL DISAGIO NELLE CITTA`: Inevitabili i disagi per i cittadini,

nonostante le farmacie comunali e quelle di turno abbiano

garantito il servizio minimo. A Torino la chiusura degli

esercizi è stata sospesa in tutta la Provincia “per non creare

problemi alla cittadinanza in questo periodo di esodo estivo“,

spiegano i titolari delle farmacie locali. E` confermato però

lo stato di agitazione e l`intenzione di riprendere le proteste,

“a meno che il Governo non mostri altrettanta attenzione alle

richieste delle farmacie e disponibilità ad accoglierle“.

Saracinesche alzate anche a Milano, dove le farmacie aderenti

a Federfarma hanno accolto il “solidale appello“ del

presidente della Regione, Roberto Formigoni. Il Veneto invece si

schiera con il resto d`Italia, con il 90% degli esercizi che

hanno aderito allo sciopero, mentre le farmacie dei principali

capoluoghi toscani hanno raggiunto un`adesione lievemente

inferiore (75-80%). Le file di utenti davanti ai pochissimi

esercizi aperti sono state intense soprattutto a Napoli, dove

hanno tenuto alzate le serrande solo 29 esercizi in città e

poco meno di 90 in provincia. Le eccezioni si sono verificate

soprattutto nelle zone turistiche come Capri, Sorrento, Ischia e

Procida. “In tanti sono venuti a fare scorta – spiega uno dei

pochi farmacisti che ha mantenuto aperto il proprio esercizio –

e non solo categorie a rischio come cardiopatici e diabetici“.

Lunghe code anche in Sicilia, dove gli utenti hanno dovuto fare

i conti con una serrata quasi totale. Ad Agrigento l`unica

farmacia di turno, nel quartiere Fontanelle, è stata presa

d`assalto dagli utenti, come è successo anche a Trapani: sulle

129 farmacie della provincia solo una non ha scioperato.

Situazione critica anche a Palermo, dove negli undici punti

vendita l`attesa per ciascun cliente variava tra i 30 minuti e

l`ora, mentre in Puglia i pochi farmacisti di turno hanno deciso

di avvalersi di un vigilante all`ingresso dell`esercizio per

regolare l`eccessiva affluenza di clienti. A Roma, l`affluenza

nelle 38 farmacie comunali è quintuplicata.

Tutto è invece nella norma per le farmacie dello Stato

Vaticano, dove lo sciopero degli esercizi italiani (e l`adesione

compatta dei farmacisti del Lazio allo sciopero) non ha fatto

registrare un aumento del flusso dei clienti.


– CONSUMATORI MINACCIANO VIE LEGALI, PARTE PRIMA CAUSA: Il

Codacons ha annunciato la prima causa di risarcimento intentata

contro lo sciopero delle farmacie, con la richiesta a Federfarma

di un risarcimento di 500 mila euro da parte di una donna malata

di cuore di 59 anni di Roma, reduce da due interventi chirurgici

e che ha bisogno di assumere un farmaco con regolarità. Il

Movimento Consumatori, nel contempo, spiega in una nota che

“nel caso in cui lo stato di agitazione si protrarrà in forme

non idonee a garantire la funzionalità del servizio, non

esiterà a denunciare alle autorità giudiziarie eventuali

comportamenti illeciti, anche di singole farmacie

private“.(ANSA).

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