20 Luglio 2006

Farmacie chiuse, la serrata va

I consumatori invece scendono in piazza a sostegno del decreto Bersani
Farmacie chiuse, la serrata va
Contro la vendita dei medicinali da banco nei supermarket

Nonostante il tam-tam mediatico degli ultimi giorni, le saracinesche abbassate hanno comunque colto di sorpresa i clienti. A chiarire i motivi della serrata, un manifesto lapidario: “Le farmacie non ci stanno!“, recita il volantino incollato sulle vetrine. E ancora: “Non permettere che la tua farmacia chiuda per sempre“. Appello che suscitato l`effetto contrario. “I prezzi delle medicine sono alle stelle. Ha ragione il Governo a proporre la vendita dei farmaci da banco anche nei supermercati“, sbotta il signor Francesco alla ricerca di un antipiretico indispensabile per sedare la febbre della figlia. Allo “sciopero“ proclamato da Federfarma contro la riforma contenuta nel decreto Bersani ha aderito la totalità degli operatori, ad eccezione dei titolari delle 15 farmacie di turno. Le ragioni della protesta sono tutte elencate sul volantino: “Chiediamo di non distruggere un sistema che funziona e che tutela la salute. Il Governo vuole trasformare il farmaco in prodotto di largo consumo, il farmacista in un semplice commesso, la farmacia in un punto vendita alle dipendenze di una multinazionale“. Quanti però ieri avrebbero voluto acquistare un medicinale non hanno condiviso il dissenso. A rappresentare la categoria dei consumatori sono scesi in piazza i rappresentanti di 16 associazioni: hanno dato vita a un cartello a sostegno della conversione in legge del pacchetto sulla competitività firmato dal ministro per lo Sviluppo economico. Due banchetti per la raccolta di firme sono stati allestiti in piazza San Ferdinando e in piazza Prefettura. Una delegazione di Federconsumatori, Adoc, Adiconsum, Confconsumatori, Movimento consumatori e Codacons è stata inoltre ricevuta dal prefetto Carlo Schilardi. Tre le richieste: controllo sul rispetto dei servizi minimi essenziali; intervento affinchè gli enti locali – Comuni in testa – attivino rapidamente le gare d`appalto per l`affidamento del trasporto pubblico (niente più trattativa privata dunque); trasmissione delle rivendicazioni alle sedi di competenza. I consumatori, attraverso la petizione, intendono far sentire la loro voce in favore delle liberalizzazioni. Spiega Pino Salamon, presidente regionale dell`Adoc: “Permettere una vendita più diffusa dei farmaci da banco, ottenere tariffe assicurative più economiche e trasparenti, ridurre i tempi e i costi nei passaggi di proprietà, incrementare le licenze dei taxi, abolire i minimi tariffari predeterminati per gli studi professionali, obbligare le banche a non apportare modifiche unilaterali nelle condizioni contrattuali sono alcuni degli argomenti che ci hanno spinto a incontrare per strada i cittadini“. Obiettivo dell`iniziativa è sensibilizzare l`opinione pubblica e chiedere ai cittadini di sottoscrivere la petizione affinché il Governo prosegua la strada delle liberalizzazioni ritenuta dalle associazioni promotrici “un`opportunità per una maggiore concorrenza e per l`applicazione di tariffe più basse“. I consumatori intendono così opporsi “allo strapotere delle lobby che da anni dettano le regole del mercato“.

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