“Farmacie anche ai non laureati“
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fonte:
- Il Secolo XIX
L`indicazione in una lettera alle Camere e al governo. Contrari i farmacisti. Le associazioni dei consumatori: progetto da sostenere
L`Antitrust: liberalizzare la proprietà per favorire concorrenza e calo dei prezzi
Roma La titolarità di una farmacia deve poter essere attribuita anche ad un “non farmacista“ per aprire il mercato della vendita e della distribuzione delle medicine e favorire una riduzione dei prezzi. E` questa una delle indicazioni che l`Antitrust fornisce in una segnalazione inviata alle Camere e al Governo per chiedere di modificare l`incompatibilità tra le attività di distribuzione all`ingrosso di medicinali e quella di fornitura al pubblico prevista da un decreto legislativo all`esame delle Camere. L`Antitrust ricorda anche che un intervento analogo era stato richiesto dalla Commissione europea. Per l`Autorità guidata da Antonio Catricalà, infatti, non è necessario che il farmacista sia titolare del negozio che vende le medicine, bensìè sufficiente che “la persona incaricata di distribuire i medicinali in un esercizio farmaceutico sia un farmacista“. L`Antitrust ritorna così a sollecitare modifiche nel settore del commercio di medicine, un tema che già era stato al centro di un sollecito nel 2005, per chiedere al Parlamento, che stava esaminando il decreto che consentiva sconti sui farmaci, di liberalizzarne la vendita consentendola, per i prodotti da banco, anche nei supermercati. Lo spunto dell`intervento viene anche questa volta da un provvedimento all`esame delle Camere che prevede l`incompatibilità tra le attività di distribuzione all`ingrosso e quella di fornitura al pubblico di medicinali. I punti contestati, sui quali viene chiesta una modifica, sia pur nell`imminenza dello scioglimento delle Camere, sono tre: oltre alla possibilità di attribuire al titolarità della farmacia privata a non farmacisti, anche quella di consentire una integrazione tra il commercio all`igrosso e quello al dettaglio, nonché il rendere possibile la titolarità di più farmacie e di società di farmacisti per creare catene distributive in grado di ridurre i prezzi. La lettera, inviata dall`Antitrust anche al governo, chiede di “rivedere la normativa vigente che riserva la titolarità della farmacia privata ai farmacisti“. Una posizione che ha sollevato immediatamente polemiche. Contraria all`indicazione dell`Antitrust, è la Federazione dei titolari di farmacie (Federfarma). E ricordando che una richiesta relativa alla titolarità era stata avanzata in precedenza dalla Commissione Europea, il presidente nazionale della Federfarma, Giorgio Siri, ha rilevato che “al momento il governo deve rispondere alla Commissione Europea“, quindi quest`ultima dovrà tornare a pronunciarsi in merito, dopodiché per un`eventuale modifica dell`ordinamento attuale sarà necessaria una legge. L`ordinamento italiano, ha osservato ancora Siri, non è affatto un caso isolato in Europa in quanto proprietà e titolarità si identificano in molti altri Paesi europei, come Francia, Germania, Portogallo e Spagna. “A livello europeo – ha rilevato Siri – il problema non esiste e non si capisce perché la richiesta di un cambiamento debba essere presentata proprio al governo italiano“. In secondo luogo, secondo il presidente della Federfarma, l`introduzione di nuove regole sulla titolarità potrebbe comportare che alcune farmacie siano di proprietà di aziende farmaceutiche, di medici o ancora di grossisti. “Che tipo di risultati – si domanda il presidente della Federfarma – potrebbe avere questo sull`orientamento delle vendite? C`è il rischio di un orientamento del mercato a scapito dei cittadini. Più che ridurre i prezzi c`è il rischio di aumentare incidenti“. A favore della segnalazione del`Antitrust si è espresso invece il Codacons, che ha giudicato l`apertura dell`Antitrust “decisamente positiva“. Si tratta, secondo l`associazione di consumatori, di una “apertura molto importante perché favorisce i consumatori attraverso la riduzione dei prezzi. Tuttavia – ha aggiunto – la strada migliore da seguire resta quella della vendita dei farmaci nei supermercati“. A tal proposito il Tar Lazio, ha concluso l`associazione dei consumatori, “si pronuncerà nei prossimi giorni sulla richiesta di sospensiva diretta ad avere l`autorizzazione dal ministero della Salute per il via libera definitivo alla vendita di medicinali nella grande distribuzione“.
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