27 Luglio 2006

Farmacie, agitazione permanente

ROMA Archiviati i taxi e in pieno stallo con gli avvocati, ieri Bersani ha dovuto far fronte all`ennesima protesta di altre due delle categorie “colpite“ dal suo decreto. In piazza sono scesi in farmacisti (che minacciano lo sciopero a oltranza con una nuova serrata già domani) e i panificatori. E così Roma è stata nuovamente invasa, stavolta da centinaia di camici bianchi e di fornai con ceste piene di rosette e sfilatini, che alla fine di lunghi cortei si sono equamente divisi il proscenio della piazza antistante palazzo Chigi. Da un lato i panificatori, che hanno distribuito pane gratis ai passanti e ai deputati all`ingresso della Camera, dall`altro i farmacisti che hanno improvvisato un sit in piuttosto rumoroso (ci sono stati anche momenti di tensione con le forze dell`ordine) con striscioni che davano il senso della loro profonda indignazione. “Bersani Bugiardo“, “Aridatece Storace“, “Prodi e Bersani veri caimani“. Alla protesta hanno partecipato anche l`ex ministro Gianni Alemanno e Ignazio la Russa, entrambi di An. Quest`ultimo ha poi guidato un improvvisato corteo non autorizzato di camici bianchi fin sotto il ministero dello Sviluppo economico. Il tutto mentre era in corso lo sciopero delle farmacie, indetto da Federfarma, che avrebbe visto a parere degli organizzatori una partecipazione del 95% dei farmacisti italiani. Alla fine, Bersani ha anche ricevuto i manifestanti, ma l`incontro si è risolto con un nulla di fatto. Il ministro ha infatti spiegato ai farmacisti di essere impegnato “a monitorare l`applicazione del decreto“, ribadendo che non è sua intenzione favorire fenomeni di concentrazione proprietaria delle farmacie in pochi grandi gruppi“ e che le nuove norme “non vanno in questa direzione“ come invece interpretato da Federfarma. Bersani ha comunque dato disponibilità ad aprire un tavolo tecnico con i rappresentanti della categoria e il ministero della Salute “per valutare i paventati rischi di concentrazione proprietaria delle farmacie“, ma sono state rassicurazioni considerate da Federfarma non sufficienti a bloccare la protesta. “Il ministro Bersani ha spiegato all`uscita dall`incontro Giorgio Siri, presidente di Federfarma ci ha fatto capire che ci sono pochissime speranze di poter incidere sulla modifica del decreto, abbiamo un margine dell`uno per mille“. In particolare, sono due i punti del decreto su cui più si concentra la contestazione dei farmacisti: l`obbligo della presenza di un farmacista nei supermercati dove si venderanno medicinali, e la norma che modifica l`assetto societario delle farmacie consentendo a un singolo farmacista di essere socio di massimo quattro esercizi per ogni provincia. Porte chiuse dal governo, invece, sulla contestata norma che introduce il farmacista obbligatorio nei supermercati: “In nessun paese europeo ha ricordato il leader di Federfarma è prevista la figura di un farmacista che vende farmaci fuori dalla farmacia. Il ministro Bersani ci ha detto che è per la maggiore tutela della salute, ma è solo un alibi“. I farmacisti, quindi, continueranno a protestare domani. E se le cose non cambieranno ci potrebbe configurare addirittura una chiusura ad oltranza. Sono, invece, ancora in fase di organizzazione della lotta i fornai. Che dopo il sit in di ieri, ora meditano la messa in ponte di altre iniziative. “Diciamo no ha spiegato Claudio Ponti, vicepresidente nazionale di Assipan-Confcommercio al decreto Bersani che con velocità stratosferica colpisce il settore delle aziende panificatrici che già vedono calare le vendite del 30%, superando una legge che funzionava bene da 50 anni“. I rappresentanti dei fornai hanno chiesto un incontro a Bersani. Ma non tutti sono d`accordo: Federlazio, Cna, Confesercenti e Confartigianato di Roma hanno espresso disapprovazione per la protesta portata in piazza dai panificatori. Secondo queste organizzazioni, “l`accoglimento da parte del Senato delle proposte avanzate dalle nostre associazioni nazionali e il dialogo avviato da subito con il ministero per lo Sviluppo economico relativamente alla recente abolizione delle licenze di panificazione rendono ingiustificabile la protesta“. Sparano a zero sulle proteste anche gli iscritti dal Movimento nazionale liberi farmacisti (Mnlf) che affermano: “Lo sciopero è contro la competizione nel settore, contro la possibilità data a nuove e vecchie generazioni di farmacisti di misurarsi nel libero esercizio della propria professione“. Critiche aspre anche dalle associazioni di consumatori. “Cittadinanzattiva“ ha inviato un esposto alla Procura della Repubblica del Tribunale di Roma per valutare l`esistenza del reato di interruzione di pubblico servizio. Mentre il Codacons ricorda che “i cittadini che hanno oggi subito disagi e che hanno trovato le farmacie chiuse, possono chiedere il risarcimento dei danni fino a 2.500 euro, ricorrendo al Giudice di pace“. Il Movimento in difesa del cittadino invece accusa le farmacie di essere diventate dei veri e propri supermercati. E la Commissione di garanzia sugli scioperi, presieduta da Antonio Martone, ha deliberato l`apertura del procedimento di valutazione del comportamento della Federfarma e dell`Organismo Unitario dell`Avvocatura.

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