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22 Ottobre 2015

Farmacia all’ Auchan Ecco la contro -petizione

Farmacia all’ Auchan Ecco la contro -petizione

A un mese dalla sua chiusura, per far riaprire la farmacia del centro commerciale Auchan c’ è ancora chi non si dà per vinto. È partita infatti da alcuni giorni la “controiniziativa” dei dipendenti di Ames che sta ricevendo una montagna di adesioni. Con una valanga di firme dei clienti del centro commerciale. «Purtroppo la sentenza del Consiglio di Stato ha dichiarato illegittima l’ apertura della farmacia n.16 all’ Angelo – recita il volantino appeso alla serranda abbassata – richiamando, come motivazione, l’ esistenza di una farmacia già in esercizio a distanza inferiore di 1500 metri dal centro commerciale. Tale distanza però è stata misurata a prescindere dalla reale posizione della farmacia all’ interno del centro, cioè ben lontana dal primo ingresso in direzione della farmacia più vicina». E, chiedendo il supporto ai cittadini, continua con un appello al Comune: «Noi dipendenti di Ames chiediamo con forza al Comune di Venezia, proprietario della nostra società, di intraprendere tutte le azioni necessarie a riaprire la farmacia che non solo offriva un servizio aggiuntivo alla comunità ma, in questo momento di forte crisi economica, aiutava a garantire i livelli occupazionali di questa azienda». Le firme sono in fase di raccolta nel negozio accanto e la ragazza che se ne sta occupando sventola un raccoglitore che sta scoppiando. «Sono centinaia – spiega – e per sicurezza abbiamo deciso di non fermarci. Non sappiamo quante potranno servirne». E la discussione, tra chi vorrebbe vederla riaperta e chi gioisce di fronte alla serranda abbassata, si infiamma anche sul volantino appeso alla serranda, in cui si invita tutti a firmare. “Tutte le farmacie servono” ha scritto qualcuno a penna. “Non è vero” ribatte qualcun altro appena sotto. I contrari hanno già vinto la loro battaglia lo scorso anno al Tar Veneto: si tratta di dieci associazioni di volontariato (Anla, Lega Tumori, San Vincenzo, Anffas, Avulss, Amici del Cuore, Codacons, Agora, Umanitas Venetia e Avapo) che avevano raccolto ben 16mila firme contro quell’ apertura che, secondo loro, contribuiva alla desertificazione dei centri storici mettendo quindi in difficoltà le persone deboli, in particolare anziani e disabili. © riproduzione riservata.
 

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