Farmaci, via i nomi dallo scontrino
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fonte:
- Il Secolo XIX
ROMA. Lo scontrino fiscale "parlante" dei farmaci presto non parlerà più. Emesso dalle farmacie con su scritto l’elenco dei medicinali acquistati, corredato del codice fiscale, registrato grazie alla carta sanitaria, in vigore così dall’inizio dell’anno, è ora destinato ad andare in pensione. A decretare la sua fine è il Garante alla Privacy. La decisione sta provocando reazioni contrastanti. I farmacisti si dicono preoccupati, i consumatori invece sono soddisfatti. «Troppa burocrazia già rende difficile il lavoro», sostiene la presidente della Federfarma, Annarosa Racca, chiedendo certezza sui tempi delle nuove disposizioni. «Non vedo benefici da questa misura» spiega Racca a capo dell’associazione che rappresenta oltre 16 mila farmacie private. In questo modo, aggiunge, si va «solo incontro alle esigenze di una piccola parte di pazienti». Il Garante ribatte alle contestazioni riferendo di avere adottato questa misura a seguito di una specifica consultazione anche di Federfarma. In base alle nuove disposizioni a difesa della privacy lo scontrino fiscale rilasciato dalle farmacie non dovrà riportare più nel dettaglio il nome specifico del farmaco acquistato. Dal prossimo anno basterà l’indicazione del codice alfanumerico posto sulla confezione di ogni medicinale. Si potrà continuare a dedurre o detrarre i medicinali acquistati in ogni caso. Quel tipo di scontrino oggi riporta in chiaro, oltre al codice fiscale dell’interessato, anche la denominazione del farmaco acquistato ed è così in grado di rivelare informazioni sullo stato di salute e sulle patologie dei cittadini. Per questo sono stati numerosi a rivolgersi al garante per segnalare la lesione della loro riservatezza e dignità al momento di presentare la documentazione fiscale per la denuncia dei redditi presso un Caf o il proprio commercialista. L’attività istruttoria svolta dal garante con l’Agenzia delle Entrate e con i rappresentanti di Federfarma, ha permesso di stabilire che il controllo sul farmaco venduto può essere effettuato attraverso l’utilizzo del numero di autorizzazione all’immissione in commercio (Aic) che è presente sulla confezione del farmaco. Il codice alfanumerico, rilevabile anche con la lettura ottica, consente infatti già di identificare ogni singola confezione farmaceutica venduta al pari della specificazione in chiaro del nome del farmaco, ma al contempo tutela la privacy del paziente. Una soluzione che il Garante giudica bilanciata rispetto alla «dignità delle persone» e all’interesse pubblico di riduzione il rischio di truffe, indebite detrazioni e deduzioni fiscali. Sulla base di tale provvedimento del garante, entro tre mesi l’Agenzia delle Entrate dovrà fornire indicazioni per la modifica dello scontrino fiscale rilasciato per l’acquisto dei farmaci, indicazioni alle quali le farmacie dovranno adeguarsi al massimo entro il 1° gennaio 2010. Il Codacons invece plaude al provvedimento. «Ricordiamo – ha riferito un portavoce del Codacons – che per i farmaci per i quali si paga il ticket, per usufruire della detrazione, oltre allo scontrino parlante, serve anche la fotocopia della ricetta. Una violazione della privacy ancora più evidente, visto che sulla ricetta potrebbero essere indicati ulteriori dati, come il codice di esenzione. Una ingiustizia alla quale il Codacons chiede al Governo di porre rimedio fin dalla dichiarazione dei redditi di quest’anno».
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