Farmaci, prezzi fermi per due anni
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fonte:
- Il Mattino
Prezzi bloccati per due anni, possibilità di sconti fino al 20 per cento, corsia preferenziale per i farmaci generici: con il decreto varato ieri il consiglio dei ministri ha posto fine ai rincari ingiustificati delle medicine. Il provvedimento, ha spiegato il ministro della Salute Francesco Storace, «consentirà ai cittadini di risparmiare in due anni 284 milioni di euro. E questo a costo zero per lo Stato». Medicine, dunque, meno care per i cittadini che le pagano. Negli ultimi dieci anni, infatti, si è assistito per i farmaci di fascia C (quelli a carico dei cittadini) un aumento medio dei prezzi pari al 5 per cento all?anno. Grazie al decreto legge – sul quale il governo ha raggiunto un accordo con le parti sociali, medici, farmacisti e produttori – il prezzo di questi farmaci resterà congelato fino al gennaio 2007. Poi, a partire da questa data, i produttori saranno liberi di attuare rincari ogni due anni. Il provvedimento, inoltre, prevede per i farmaci da banco e per i medicinali senza obbligo di prescrizione la possibilità da parte dei farmacisti di applicare uno sconto fino al 20%; mentre per i farmaci di fascia C con obbligo di prescrizione (nei casi in cui è possibile) il farmacista dovrà dire al cittadino che esiste un farmaco analogo e meno costoso (cioè un generico) che lo farà risparmiare. Commenti difformi tra i consumatori. Per Adusbef e Federconsumatori il decreto varato dal governo «non basta certo a risolvere i gravi problemi della sanità italiana, in primis quello del caro farmaci». Il movimento consumatori oppone un «no a provvedimenti demagogici che – osserva – rischiano di scatenare un?assurda caccia allo sconto». «L?idea degli sconti – dice il presidente dell?associazione Lorenzo Miozzi – ha una forte presa pubblicitaria. Speravamo, al contrario in un atto coraggioso da parte dello Stato: l?adozione di un regime controllato sul prezzo dei farmaci di fascia C così come avviene in Francia, in Spagna e in Austria». Il giudizio del Codacons, invece, è positivo: «Finalmente si comincia a ragionare» dice il presidente, Carlo Rienzi. «I prossimi passi dovranno andare nella direzione di aprire al pubblico le farmacie ospedaliere, intervenire sulle confezioni dei medicinali introducendo quelle mono-uso, utili ad evitare gli sprechi e ridurre la spesa collettiva, e infine diffondere una campagna informativa sui generici per far capire ai cittadini che hanno le stesse proprietà dei farmaci di marca». Secondo Federfarma, invece, «il provvedimento presenta una contraddizione interna: da un lato, sono misure che valorizzano la professionalità del farmacista e che consentono una riduzione dell?impatto degli aumenti dei medicinali di fascia C, dall?altro, eliminando il prezzo fisso e unico di alcuni medicinali, il decreto tende a enfatizzare l?aspetto commerciale dell?attività della farmacia e ad avvicinare farmaci senza ricetta a prodotti di largo consumo».
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