5 Febbraio 2005

Farmaci e benzina frenano il carovita

Farmaci e benzina frenano il carovita

L?inflazione, calcolata con il nuovo paniere, scende all?1,9% a gennaio

ROMA – Il raffreddamento dei prezzi dei farmaci e benzina, ma anche dei prodotti agroalimentari, fa scendere l?inflazione all`1,9%, dal 2% di dicembre con prezzi invariati su base mensile. Un risultato che riporta il carovita al livello di novembre scorso (quando era sceso sotto il 2% per la prima volta in cinque anni) ma sul quale ieri è esplosa puntuale la polemica. Alla soddisfazione espressa dal Governo che l?ha definito un «buon segnale», consumatori e sindacati hanno risposto sollevando dubbi sui dati dell?Istat e criticando in particolare le scelte fatte con il nuovo paniere. «Un?inflazione ferma, a fronte di un?economia ferma – ha osservato Sergio Pininfarina, vicepresidente della Confindustria – non è un dato positivo». Per il segretario della Cisl, Savino Pezzotta, la discesa dell?inflazione conferma che «la gente ha meno soldi da spendere». Una tesi ribadita dall?Intesa dei consumatori secondo la quale i nuovi pesi che misurano il costo della vita «non rispecchiano la realtà» dei mercati. Per i commercianti, invece, l`emergenza prezzi può dirsi finita ed è il caso di concentrarsi sulle misure per il rilancio dell`economia.
Il dato non anticipato dalle città campione ma annunciato direttamente dall`Istituto di statistica, si accompagna a quello di Eurostat, che indica in Eurolandia un`inflazione al 2,1%, in calo dal 2,4% di dicembre. In questo caso, vale a dire prendendo in considerazione l`indice armonizzato Ipca (che comprende anche sconti, saldi e vendite promozionali) e non il Nic, l`Italia si trova in perfetta media con i partner, proprio al 2,1%. Sul calo di gennaio, hanno spiegato i tecnici dell`Istat, hanno influito in particolare il raffreddamento dei prezzi di farmaci e benzina, oltre che l`ulteriore calo tendenziale degli alimentari. I capitoli che hanno registrato le diminuzioni congiunturali più significative sono infatti servizi sanitari e spese per la salute (-0,5%) e trasporti (-0,9%). Nel capitolo sanità, in particolare, i medicinali hanno segnato un calo, rispetto a dicembre, del`1,4%, che porta il ribasso tendenziale al 6,3%. Nel capitolo trasporti, invece, si registra una forbice molto rilevante nella voce carburanti: la benzina verde scende nel mese del 3,3% (e così il rialzo tendenziale si riduce al +6,3%), mentre il gasolio mette a segno un ulteriore rialzo mensile dello 0,3%, portando così l`aumento tendenziale al 15,7%. Quanto ai prodotti alimentari e bevande analcoliche, l`Istat registra una lievissima accelerazione (+0,1%) rispetto a dicembre, ma la variazione tendenziale negativa risulta più robusta: passa infatti dal -0,3% di dicembre al -0,7% di gennaio.
Sul fronte della casa non si annunciano buone notizie. Mentre si prevedono rincari per l?aggiornamento dei valori immobiliari come previsto dalla Finanziaria, l?Istat ha certificato gli aumenti energetici (elettricità +1,3% congiunturale, -0,2% tendenziale; gas rispettivamente +2,5% e +3,2%), affermando anche che gli affitti reali (scorporati, cioè, dalle spese condominiali) hanno registrato un aumento dello 0,4% rispetto a ottobre scorso. In calo, invece, è il gasolio da riscaldamento, che rispetto a dicembre segna un -0,8%: la variazione tendenziale, tuttavia, rimane molto forte, con un aumento del 13,4%. Sul mattone da tempo si concentrano le attenzioni di consumatori e sindacati, secondo cui il relativo capitolo pesa troppo poco sull`indice generale. Ironici i commenti della Uil («con i costumi da bagno nel paniere, l`unico risultato che ci si poteva attendere era un`inflazione calata all`1,9%») e dell`Ugl («rilevazione in stile carnevalesco»). Per la Confragricoltura i dati dell?inflazione di gennaio «dimostrano il ruolo deflattivo dell?agricoltura».

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