Farmaci anti-grasso, indaga la procura
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fonte:
- Il Tempo
Farmaci anti-grasso, indaga la procura di Torino
Conferma del dicastero: «Restano due le morti sospette». I consumatori chiedono maggiori controlli
TORINO – I nomi dei tre medicinali anti-obesità di cui la Cuf (Commissione unica del farmaco) ha vietato la vendita sono entrati in un`inchiesta della Procura di Torino. Il pubblico ministero Raffaele Guariniello ha delegato alcuni accertamenti ai carabinieri del Nas, e ha chiesto documenti al ministero della Salute. Le modalità di indagine sono le stesse di quelle avviate lo scorso agosto sempre da Guariniello sul Lipobay, il farmaco anticolesterolo della Bayer sospettato di avere gravi effetti collaterali. L`opinione degli inquirenti è che in questo caso il sistema di farmaco-vigilanza abbia funzionato adeguatamente. «L`esperienza del Lipobay – ha detto Guariniello – è stata molto utile». Restano due, per il ministero della Salute, i decessi sospettati di essere collegati all`uso dei farmaci antifame a base di sibutramina sospesi due giorni fa dalla vendita. «Nessun nuovo caso è stato finora segnalato», ha detto il responsabile del servizio di farmacovigilanza del ministero della Salute, Roberto Raschetti. «Per parlare di nuovi casi sospetti – ha aggiunto – occorre una segnalazione, e finora non è giunta alcuna nuova segnalazione». Nel frattempo procede l`analisi delle cartelle cliniche delle due persone decedute. «Il lavoro – ha detto Rachetti – va avanti molto regolarmente», tanto che i risultati sono attesi in tempi «molto rapidi, a giorni». L`autopsia, effettuata sul corpo della donna obesa di 38 anni che utilizzava i farmaci antifame alla sibutramina, ha confermato l`assenza di cause cardiache o vascolari nella sua morte, avvenuta lo scorso dicembre nell`ospedale di Castiglione delle Stiviere (Mantova). Lo ha detto ieri il direttore sanitario dell`azienda ospedaliera Carlo Poma di Mantova, Raffaello Stradoni. «Una donna così giovane – ha aggiunto – può morire o per un infarto o per un ictus che, però, non si sono verificati». Rimane, dunque, il sospetto che a causare il decesso sia stato l`utilizzo dei farmaci antifame che la paziente assumeva a domicilio.
Dopo Procura di Torino e ministero della Salute, scendono in campo anche le associazioni dei consumatori. La Federconsumatori invita a maggiori ricerche sugli effetti e chiede uno stop alla pubblicità ingannevole; il Codacons ha presentato un esposto in 20 Procure ipotizzando il reato di omicidio colposo chiedendo il risarcimento di coloro che hanno assunto i tre farmaci ritirati dal commercio. Per la Federconsumatori «la situazione dei farmaci dimagranti rimane a rischio». Manca in particolare «una seria ricerca sugli effetti di questi farmaci assunti isolatamente o in combinazione con altre sostanze».
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