14 Settembre 2007

Fare la spesa è un sacrificio



“Lo sciopero è una cosa seria. Invitare a non comprare pane, pasta e latte, generi di prima necessità significa che la situazione è davvero grave. In altre città italiane hanno almeno distribuito gli alimenti gratuitamente nelle piazze, così da dare segnali forti… ma qui… Ci vuole organizzazione, serietà, altrimenti la gente si allontana sempre più dalle istituzioni“. Carlo Ghinarelli, 81 anni, gira le spalle e torna a casa con la sua sporta di pane fresco. Per lui “fare la spesa è un grosso sacrificio, ogni giorno. La pensione non mi basta e per fortuna non sono solo…Sa cosa significa per un padre chiedere qualche decina di euro ai propri figli? Ho lavorato una vita, ed oggi sono arrivato al punto di non poter comprare pane e carne. Sciopero? E per cosa?“. A Ferrara la forma di protesta indetta per la giornata di ieri da Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, Coldiretti e Cia non ha avuto successo. Un giorno senza comprare ne consumare qualsiasi tipo di pasta e pane per colpire simbolicamente chi specula sui prezzi dei prodotti di largo consumo non ha visto adesioni. “L`avrei fatto sicuramente – specifica Deborah Loi – se solo dietro all`invito ci fosse stata un`organizzazione seria, in grado di spiegare perchè si è arrivati a questo punto.Abbiamo bisogno di punti di riferimento, di persone in grado di accendere l`entusismo e la convinzione di poter cambiare le cose“. “Penso, sinceramente, che sia una cosa a ridicola – aggiunge Lia Romagnoli – va bene farsi sentire, dare fastidio, rallentare l`economia. Ma non così. E` vero, i prezzi sono altissimi e arriviamo a fine mese a fatica. La situazione è molto seria, non si può minimizzare in questo modo“. Non l`hanno presa bene i ferraresi. Il fatto di invitare i consumatori a non spendere per i beni di prima necessità è stato visto come una sorta di“schiaffo“ ulteriore. “Non è la soluzione ed invece su certi argomenti bisognerebbe iniziare a trovarne di vie d`uscita“, dice Matilde Sgura. “Certo che ho comprato il pane – afferma Cesarina Goberti – ci mancherebbe anche. Le nostre tasche piangono, tutto è caro ma non è questa la soluzione“. Caterina Bellettati esce da un noto negozio di generi alimentari: “Non serve non comprare pane e pasta, è una giornata indetta senza pensarci, potevano sensibilizzare in maniera differente“.. “Ma secondo le organizzazioni e quanto altro – dice senza mezzi termini Ermanno Bonfatti – se io oggi non mangio pane e pasta, posso permettermi di comprare pesce e carne? Ma lo sanno loro quanto costa tutto il resto? “Se si va nei grandi supermercati – fa presente Rosamaria Cavalieri – il pane costa poco. E lo stesso la pasta. E` tutto il resto che è caro“. “E` da quando è arrivato l`euro che non si parla d`altro che di scioperi per aumento dei prezzi – ricorda Giuliano Fomai – ed è vero, facciamo fatica a campare. Ma basta con queste iniziative che non hanno capo nè coda“. “Non essendo più capaci di evadere, come hanno fatto per molti anni – illustra Giuseppe Vallini – aumentano i prezzi…e noi dovremmo scioperare. La folla, da sola, non cammina. Bisogna spingerla, aiutarla ad esprimersi. Se io oggi compro o non compro, nessuno se ne accorge. Se siamo in cento qualcosa cambia…“. “Senza pane non ci sono mai stato e non ci sto certo oggi – specifica Emilio Roveri – potrei fare dei sacrifici per un lungo periodo, se solo fossi convinto che portano a qualcosa. Mezza giornata per un problema così serio è inutile“. Fabio Dinoi e Francesco Iunco sono due studenti universitari fuori sede: “Per noi la vita è carissima, non lavoriamo e dipendiamo dalle nostre famiglie. Oggi andremo a mensa e siamo convinti che i pasti saranno come tutti i giorni“. Infine Max Felletti è andato lo stesso a fare la spesa e come lui tutti i cittadini di Ferrara. “I problemi seri vanno affrontati nella giusta maniera. Altrimenti ci sentiamo presi in giro“.

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