1 Settembre 2007

Fare la spesa è più caro stangata sugli alimentari

MENTRE Prodi assicura che ci sarà una riduzione della pressione fiscale, sulle famiglie già si abbatte una sventagliata di rincari tali che anche Bruxelles è intervenuta dicendo che sono del tutto ingiustificati. Le denunce delle associazioni dei consumatori si sono fatte sentire nella commissione europea. Al centro delle polemiche gli aumenti che hanno interessato soprattutto i generi alimentari (+2,4%). Il fatto più clamoroso è quello del pane, che ha guidato gli aumenti di tutto il comparto con un +4% rispetto allo scorso anno. In alcune città da settembre il costo del pane salirà a circa 2 euro il chilo da da 1,50 a 1,80 euro al chilo. Ad agosto, anche alberghi e ristoranti non hanno risparmiato rincari ben superiori al tasso medio di crescita dei prezzi. Per i primi, in particolare, l`aumento è stato quasi il triplo dell`inflazione generale, con un +4,3%. Buone notizie sono invece arrivate dall`energia, capitolo che solitamente spinge l`inflazione al rialzo, ma che, questa volta, ha contribuito a raffreddare il carovita. Il settore ha registrato un calo dello 0,5% rispetto a luglio e del 2,1% rispetto ad agosto dello scorso anno. A scendere sono stati in modo significativo i prezzi dei carburanti, soprattutto nel confronto annuale. I listini della verde hanno perso il 4,2% in dodici mesi e ben il 2% tra luglio e agosto di quest`anno. Non a caso proprio nella prima metà del mese alcune compagnie, con l`Agip in prima fila, hanno limato al ribasso i prezzi dei distributori anche per le sollecitazioni arrivate dal ministero dello Sviluppo economico. Meno significativi sono invece i dati che arrivano dal gasolio, i cui prezzi sono diminuiti su agosto 2006 (-2,8%) ma non rispetto a luglio (+0,9%). Questo ha indotto la Confcommercio a dire che gli allarmi lanciati in questi giorni sono smentiti dalle statistiche. Anche Confesercenti attribuisce i rincari di alberghi e ristoranti ai rinnovi dei contratti del turismo e coglie l`occasione per sottolineare l`atteggiamento “virtuoso“ della distribuzione. Ma i consumatori non ci stanno e rilanciano le loro denunce, chiedendo anzi l`apertura di un tavolo con il premier Romano Prodi per verificare l`andamento dei prezzi. Secondo Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, infatti, sono le stesse associazioni della grande distribuzione da aver dichiarato rincari per gli alimentari che vanno dal 5% al 30%, soprattutto per pasta, farina e pane. La Coldiretti ha organizzato una manifestazione per domenica prossima a Torino con tanto di mucche in piazza contro l`aumento del latte alla distribuzione. “Il prezzo del latte in Italia aumenta di oltre 4 volte dalla stalla alla tavola dove raggiunge il valore di oltre 1,4 euro al litro, tra i più alti in Europa, mentre la remunerazione del lavoro svolto dalle mucche resta a livelli insostenibili di 0,32 centesimi pari a circa quanto si paga un litro di acqua minerale“. La polemica sul caro prezzi è arrivata anche a Bruxelles per le denunce provenineti non solo dall`Italia ma anche da Francia, Germania e Olanda. Per la commissaria all`agricoltura Mariann Fischer Boel “gli aumenti dei prezzi per il latte nei supermercati in alcuni stati membri non sono giustificati dalla situazione legata all`approvvigionamento del prodotto sul mercato europeo“. Quanto al prezzo del pane precisa: “C`è stata una minor offerta di cereali sul mercato, ma considerando che il contributo della materia prima sul prezzo finale è relativamente piccolo, spero – dice – che i supermercati e i negozianti si comporteranno in modo responsabile“. Nella produzione di pane, ricorda il suo portavoce, Michael Mann, il costo della cereali è di circa il 5%, ossia cinque centesimi per ogni euro. La commissaria europea “condivide“ però la preoccupazione degli allevatori che nel mondo saranno confrontati, a breve o a medio termine, a prezzi più elevati dei mangimi. “Respinge“ invece l`idea che l`aumento dei prezzi dei cereali sia legato all`interesse recente nei confronti dei biocarburanti: “Questo non è vero“ – dice senza mezzi termini Fischer Boel – in quanto i biocarburanti assumono un ruolo marginale nel contesto dell`Ue. Si ritiene che la minor offerta di cereali sia legata al basso livello dei raccolti, al maltempo in Europa, alla crescita della domanda nell`est dell`Asia“. La responsabile europea, analizzando invece la situazione dal punto di vista degli agricoltori ritiene che “l`evoluzione recente dei prezzi sia – nè più nè meno – l`effetto del mercato in azione“.

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