14 Settembre 2012

Fare la spesa costa il 4,2% in più Stangata fino a 800 euro l’ anno

Fare la spesa costa il 4,2% in più Stangata fino a 800 euro l’ anno     

LAURA MATTEUCCI MILANO Una stangata che vale tra i 600 e gli 800 euro l’ anno a famiglia, secondo i calcoli delle associazioni dei consumatori. Un aumento che fa salire l’ inflazione acquisita per il 2012 al 3%. L’ Istat conferma il rialzo dell’ inflazione ad agosto: 3,2% annuo, 0,4% mensile. L’ indice di fondo, al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, scende al 2,1% (dal 2,2% di luglio). Sempre più salato il carrello della spesa, con i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza in aumento dello 0,3% rispetto a luglio, e del 4,2% su base annua (+4% tondo a luglio). Sono più cari uova, pollo, pesce e maiale, mentre cala il prezzo di frutta (-2,4% congiunturale) e verdura (-0,6). Pesa certamente il caro-ferie, con i rialzi mensili dei carburanti e dei servizi di trasporto passeggeri legati alle vacanze. Rispetto a luglio, la benzina rincara del 3,6% e il gasolio per mezzi di trasporto aumenta del 4,4%. Su base annua, si registrano accelerazioni sia per la verde, che sale del 15,1% (dal 12,5% di luglio), sia per il diesel, in rialzo del 17,5% (dal 14,2% di luglio). Basti pensare che, secondo i calcoli di Confcommercio, il caro-carburanti sottrae oltre 6 miliardi ai consumi annui. Nel frattempo, i salari languono: le retribuzioni lorde nel secondo trimestre, rileva l’ Istat, sono cresciute su base annua solo dello 0,8%, il valore più basso dall’ inizio del 2009. Ma l’ inflazione al 4,2% è anche sottostimata, a sentire i consumatori. Secondo i calcoli di Federconsumatori e Adusbef, che denunciano infatti «gravi speculazioni su prezzi e tariffe», in realtà si attesta al 5,5%, gravando sulle famiglie per oltre 1.600 euro, e senza contare il peso della tassazione. Per i carburanti, le due associazioni chiedono una riduzione della tassazione di almeno 6 centesimi il litro, come sta avvenendo in Francia. Gli aggravi, solo nel settore alimentare, ammontano ad oltre 308 euro annui a famiglia (considerando un nucleo medio di 2,5 componenti). Ma fortissimo è poi l’ impatto della benzina: tra aumenti diretti (420 euro l’ anno per il pieno) e indiretti (348 euro per i costi legati al trasporto merci) la stangata vale 768 euro. Anche il Codacons parla di stangata: «Tradotto in termini di costo della vita significa che, su base annua, un pensionato single spenderà 340 euro in più all’ anno, 28,30 euro in più al mese che certo non arriveranno dalla rivalutazione della pensione». Le associazioni di tutela dei consumatori tornano a rivolgersi al governo, chiedendo che «si decida a disporre un serio piano di contrasto agli aumenti ingiustificati, fino a ricorrere ad un vero e proprio blocco di prezzi e tariffe». A corollario, la rilevazione Fipe-Confcommercio sui prezzi della ristorazione, aumentati nell’ ultimo anno del 2,2%, con il caffè che costa 3 centesimi in più e il cappuccino 2 in più. In ristoranti, trattorie e pizzerie l’ inflazione è ancora più fredda: stando allo studio, in un anno i prezzi sono aumentati dell’ 1,9%. Le difficoltà delle famiglie si riflettono anche sul turn over delle attività di ristorazione: tra gennaio e giugno 2012 hanno cessato l’ attività 14.004 imprese. Quanto ai carburanti, l’ osservatorio Federconsumatori indica variazioni rispetto ad agosto 2011 di +35 centesimi, con un aggravio di costi per 768 euro annui (pari a 49 giorni di spesa alimentare di una famiglia media). È chiaro che l’ aumento dei carburanti infatti contribuisce in maniera notevole all’ incremento finale del tasso di inflazione: di questo passo, a fine anno, vi sarà un’ ulteriore spinta del +1,1%. Il tutto va a rimpinguare le casse dello Stato e delle compagnie petrolifere: gli aumenti registrati rispetto a un anno fa sono di 21 centesimi al litro che finiscono nelle casse dello Stato e 14 centesimi/litro che arricchiscono le compagnie. Ipotizzando lo stesso livello di consumi di carburanti di oggi, di qui ad un anno i maggiori introiti saranno di 9 miliardi e 324 milioni per lo Stato, e 6 miliardi e 216 milioni per le compagnie. Un grafico con dati tutti in aumento, che infatti spinge l’ Unione petrolifera all’ autogiustificazione: gran parte dell’ aumento dei carburanti registrato ad agosto «è dovuto all’ accresciuto peso fiscale – commenta l’ Up in una nota Il deciso rincaro della materia prima (greggio e prodotti raffinati) sui mercati internazionali è invece stato recepito solo in parte dal prezzo industriale, cioè al netto delle tasse». Da un’ analisi, dice l’ Up, emerge infatti che «nel periodo agosto 2011-agosto 2012 la benzina è aumentata di 23,3 centesimi euro al litro, di cui solo 6,7 centesimi attribuibili all’ incremento del prezzo industriale al netto delle tasse (rispetto ad un incremento della materia prima di 12,7 centesimi) e ben 16,6 centesimi all’ aumento della componente fiscale». Calcoli analoghi per il gasolio: il prezzo è cresciuto di 25,6 centesimi al litro, di cui 5,7 legati al prezzo industriale (rispetto ad un incremento della materia prima di 11,3 centesimi) e 19,9 centesimi all’ incremento della componente fiscale».

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