Farchioni Olii
Nel dicembre del 2021, l’Osservatorio provvedeva ad inviare “Lettera di invito a fornire informazioni chiare e specifiche con riferimento alla “sostenibilità contadina” e contestuale istanza avvio procedura di raffreddamento ai fini della promozione di una campagna di sensibilizzazione per la tutela della filiera olivicola”.
Nello specifico, si richiedeva all’azienda oliera di render noti quei passaggi del ciclo virtuoso attraverso i quali si fondava il claim “sostenibilità contadina” rendendo altresì conoscibili in maniera trasparente le modalità concrete di sviluppo di questa forma di sostenibilità contadina.
Difatti, e così come si asseriva nel corso della lettera inviata, negli ultimi anni le questioni socio – ambientali sono divenute parte integrante degli obiettivi della politica agricola. La sempre crescente richiesta di qualità, salubrità e genuinità dei prodotti alimentari, gli shock climatici ed energetici e le problematiche sociali e ambientali riconducibili al tema dello sviluppo sostenibile hanno contribuito ad accelerare questo processo.
Il successo dell’agricoltura rispetto alle nuove attese che la società richiede, risiede proprio nella capacità dell’impresa agricola di arrivare a produrre alimenti sani e genuini concorrendo, al contempo, alla protezione delle risorse naturali e allo sviluppo equilibrato del territorio. Ad oggi, anche tenuto conto dell’attuale contesto storico, il consumatore è sempre più attento ed orientato verso acquisti consapevoli arrivando ad includere nel concetto di qualità dei prodotti agroalimentari anche valori quali la sostenibilità ambientale e sociale della produzione.
Orbene, nel caso dell’Azienda Farchioni sembrerebbe che ella avesse posto sul mercato un logo che racchiuderebbe quei criteri perseguiti – o da perseguire – attraverso colori e riferimenti specifici che si traducono come meri simboli di informazione messi a disposizione del consumatore senza, però, arrivare a terminare quel processo logico di formazione della comunicazione attraverso le vari fasi di controllo e certificazione.
Alla lettera inviata dall’Osservatorio, seguiva una call con l’Azienda. Nel corso dell’incontro Farchioni si dimostrava aperto alle osservazioni sollevate arrivando a proporre una collaborazione con l’Osservatorio.
Nel gennaio del 2022, l’Osservatorio provvedeva ad inviare una nuova comunicazione all’Azienda chiedendo specifici chiarimenti in relazione al claim «Prima Azienda olearia con Bilancio di Sostenibilità Certificato».
Nella missiva si rilevava come l’arrivar a vantare un così notevole risultato ossia l’essere la prima azienda olearia con un bilancio di sostenibilità certificato – e ciò a confermare come il documento presentato all’ente certificatore risulti rispettare tutti quegli standard di riferimento richiesti – deve esser posto in una “visione” più chiara per il consumatore medio il quale non ha conoscenza di cosa voglia rivelare l’esser in possesso di un bilancio certificato.
La trasparenza e la correttezza delle informazioni fornite da parte del professionista dovrebbero essere riscontrate sin dal primo contatto con il consumatore riguardando ogni aspetto del messaggio, a maggior ragione quelli salienti.
Ad ogni buon conto, si chiedeva all’Azienda di voler da un lato dimostrare, attraverso la mera visione, di come il Bilancio risultasse essere certificato e dall’altra di render più facile o comprensibile al consumatore medio cosa si intenda per Bilancio di Sostenibilità Certificato al fine che anche lo stesso, al momento dell’acquisto del prodotto ovvero della visione dello spot possa avere contezza di cosa effettivamente significhi essere in possesso di un tal certificato.
A seguito della seconda missiva, si provvedeva ad eseguire una nuova call nel corso della quale Farchioni si impegnava a creare un “collarino” da applicare sulle proprie bottiglie ove veniva illustrato al consumatore le giuste modalità di riciclo del prodotto.
In relazione all’analisi dei collarini così come progettati dalla società Farchioni, l’Avv. Alessandro Sproviero provvedeva a redigere un parere con il fine di osservare il pensiero dell’Osservatorio in relazione a quanto progettato (accettando siffatto termine nel suo più ampio significato).
