«Faranno le prove a mare finte»
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fonte:
- il Tirreno
ISOLA DEL GIGLIO A Milano il ministro Clini ribadisce che venerdì prossimo Costa Crociere scioglierà i nodi sul porto dove la Concordia sarà smantellata. A Roma il Codacons diffonde nuove intercettazioni da cui emergono pesanti dubbi circa l’ efficacia dei controlli sulla sicurezza delle navi. Errori umani. E infatti secondo il pool di periti messo insieme dall’ avvocato Carlo Rienzi, presidente del Codacons, alla base del naufragio della Concordia c’ è «un concorso di errori umani», su cui si innestano «una serie di malfunzionamenti, defaillance tecnologiche e buchi nelle procedure di emergenza». La prima tesi dei tecnici è che «la ricostruzione degli ultimi secondi prima dell’ impatto è errata», poiché «la posizione della nave è anticipata di circa 60 metri» e «l’ errore del timoniere di madrelingua indonesiana è stato tutt’ altro che ininfluente». Ovvero se gli ordini impartiti da Schettino fossero stati eseguiti correttamente, la collisione con lo scoglio sarebbe stata evitata. Tuttavia Rienzi ha precisato di non voler difendere il comandante né di fare della vicenda una questione economica: «La nostra è una battaglia di giustizia, vogliamo evitare che tragedie simili possano ripetersi e puntare l’ indice sulla carenza di controlli e sull’ insufficiente sicurezza delle navi da crociera». In questa chiave, secondo il Codacons, vanno letti alcuni documenti audio, per lo più intercettazioni telefoniche dei carabinieri di Grosseto. I file audio. Nella prima intercettazione un comandante delle navi Costa, Massimo Garbarino, parlando col dirigente della sicurezza Paolo Mattesi, critica le porte stagne: «Come c.. le autorizzano? Queste porte stagne qua, la tenuta ce l’ hanno come una baderna (una guarnizione di canapa, ndr). Dopo due anni è già da cambiare. C’ è l’ aria!». Nella seconda, due macchinisti ricostruiscono le fasi del disastro del 12 gennaio 2012 («Le porte stagne non stagnavano… arrivava l’ acqua sia di sopra che di sotto, c’ era la porta stagna che non lavorava..»). E infine, in quella che Rienzi ha definito più inquietante, Cristina Porcelli, dell’ ufficio legale di Costa Crociere, parla con l’ ispettore tecnico Paolo Parodi della imminente consegna di una nave (la Costa Fascinosa, ndr.) con problemi tecnici a una boccola che si surriscalda. Parodi spiega come procedono i controlli a mare: «Rina fa tutto quello che vuole Fincantieri. Puoi decidere di fare delle prove a mare severe, però puoi anche farle non severe. Secondo me – continua Parodi – andrà a finire che faranno prove a mare finte, come è interesse di tutti». Anche di Costa, che potrebbe perdere fino a due settimane di crociera. «Tieni presente – aggiunge Parodi – che questo è già successo con una nave, se non sbaglio era la Concordia». Alla conferenza stampa hanno preso parte anche i legali Usa che, a nome di un centinaio di passeggeri di diverse nazioni, hanno avviato una class action a Miami tesa ad ottenere ingenti risarcimenti, impossibili in Italia. Venerdì la decisione. Intanto si attende che Costa decida dove demolire il relitto. Il ministro Clini ha ammesso i ritardi: «Stiamo esaminando il progetto di recupero». E ha ribadito la sua preferenza per Piombino: «Non possiamo permetterci che una volta rimessa in galleggiamento, la nave giri per il Mediterraneo in cerca di un porto dove venga smantellata. La destinazione deve essere la più vicina, vale a dire Piombino». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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