14 Aprile 2018

Far west pronto soccorso al Civico l’ ultimo pestaggio Esplode l’ ira dei medici

Un vigilante ha assalito un infermiere perché alla figlia era stato dato solo il codice verde I manager lanciano l’ sos Un’ aggressione ogni due giorni contro dipendenti pubblici. Undici agguati su dodici a Palermo. In nove casi le vittime sono medici, infermieri, inservienti. Gli altri sono due dipendenti comunali e un professore. Un bollettino di guerra restituito dalle cronache degli ultimi 18 giorni. E questi sono solo i casi sfociati in una denuncia. Un’ escalation che ha portato i camici bianchi e lo stesso assessore alla Salute Ruggero Razza a chiedere e ottenere un incontro con il prefetto Antonella De Miro sul tema della sicurezza: venerdì prossimo la convocazione a Villa Whitaker dei 17 commissari delle aziende sanitarie e ospedaliere. L’ ultimo episodio al Civico giovedì sera: un vigilante in servizio in un centro commerciale ha accompagnato la figlia ventenne al pronto soccorso, dove le è stato assegnato un codice verde. Il metronotte ha fatto irruzione nell’ area d’ emergenza, accessibile solo ai pazienti, grazie alla complicità di un addetto, ha aggredito un infermiere e lo ha inseguito lungo il corridoio. L’ operatore si è rintanato nella sala visite con una dottoressa, anche lei minacciata. Da vigilante si è trasformato in picchiatore. Poche ore prima, lo stesso infermiere del Civico aveva dovuto difendersi da un’ altra aggressione. Martedì all’ Asp di Agrigento un uomo aveva fratturato il cranio di un operatore amministrativo della commissione per il riconoscimento dell’ invalidità civile. Lunedì un chirurgo di Villa Sofia era stato colpito con un casco dal parente di un anziano in attesa di ricovero. Domenica un inserviente che distribuiva i pasti al pronto soccorso del Cervello aveva incassato un pugno perché invitava i parenti dei degenti a uscire: si è ritrovato con un timpano lesionato. Sabato quattro medici erano stati aggrediti a calci e pugni dal padre di un neonato morto durante un intervento disperato all’ ospedale Di Cristina. La settimana prima, all’ Asp di Carini, una dipendente dell’ anagrafe assistiti era stata trascinata per i capelli e colpita brutalmente da un utente. Il 25 marzo a Partinico un giovane in attesa al pronto soccorso aveva dato due calci all’ infermiera. I manager degli ospedali epicentro delle aggressioni, Giovanni Migliore del Civico e Maurizio Aricò di Villa Sofia- Cervello, invocano l’ intervento delle istituzioni. « Servono misure straordinarie e drastiche » , dice Migliore. « Ma non dobbiamo considerare gli ospedali fortezze da blindare con presidi di tecnologia crescente e metodi di sorveglianza sempre più sofisticati » , scrive Aricò in una lettera all’ assessore. Si rivolgono al prefetto Cgil, Cisl, Uil e Anaoo Assomed, Ugl, Cimo. « Non è concepibile che gli agenti di polizia non possano allontanare queste persone perché non c’ è la flagranza. Servono regole d’ ingaggio diverse», afferma Massimo Geraci di Anaao Assomed. Il Codacons invoca l’ Esercito, mentre Cgil Palermo e Cgil Funzione pubblica lanciano un sit- in per lunedì davanti al Civico. Insorgono pure i dipendenti comunali delle circoscrizioni a corto di personale. Tre giorni fa in via Fileti uno di loro è stato colpito al volto dai pugni di un uomo che pretendeva una fotocopia. Qualche giorno prima un altro dipendente era stato raggiunto dall’ estintore lanciato da una coppia di utenti. La Uil Fp ha scritto al sindaco Orlando: « Circoscrizioni, uffici anagrafe e Stato civile sono senza mezzi e personale. E chi resiste è esposto a rischi continui » , dice Sandra Biasini. Anche a scuola non si può stare sereni: il 6 aprile un professore della Abba- Alighieri era stato schiaffeggiato dal padre di un’ alunna che aveva rimproverato. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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