Fango e rifiuti ciclabile off limits lungo il Tevere
-
fonte:
- la Repubblica
Percorso ad ostacoli dall’ Isola Tiberina a Castel Sant’ Angelo Esposto del Codacons “Troppi pericoli” La grande bellezza è la natura rigogliosa che lambisce le acque del Tevere con salici, pioppi e canneti. Tutto intorno cormorani appollaiati sui lecci, gli aironi che spiccano il volo e di cornice, il rumore dell’ acqua. Uno spettacolo della capitale a portata di tutti perché si tratta dei tre chilometri della ciclopedonale che dall’ Isola Tiberina portano al Ponte Sant’ Angelo. Oggi però diventata un pericoloso percorso a ostacoli tra detriti, fango, immondizia e abbandono. La grande bruttezza infatti inizia quasi subito, sotto Ponte Sisto dove un tratto di 200 metri è impraticabile per le radici e i dossi. Quando i ciclisti arrivano a questo punto della ciclabile, scendono e proseguono a piedi. Il rischio di finire per terra è davvero molto alto. Ma i pericoli non sono finiti: poco dopo, appoggiato sull’ argine destro, c’ è un tronco di oltre sei metri: «Lo abbiamo tirato fuori dall’ acqua perché si era incagliato sul moletto » spiega l’ impiegato di una ditta di noleggio: « abbiamo inviato la segnalazione all’ amministrazione per farlo portare via ma è qui da settimane ». Intanto andando avanti, il paesaggio se possibile peggiora. Accatastate tra le buste di spazzatura e bottiglie di birra ci sono decine di biciclette del rivoluzionario ” O bike”. Il servizio di noleggio free floating che consente di lasciare la bici ovunque, senza rastrelliere. Queste però sono state abbandonate lungo l’ argine rotte, ammassate l’ una sull’ altra e senza alcuna cura. È però avvicinandosi a Ponte Sant’ Angelo che la pista si interrompe. Qui non è possibile proseguire né in bici né a piedi tra l’ asfalto saltato, le radici e il fango che impedisce il passaggio. Mentre sotto i ponti barboni e senza tetto hanno allestito un piccolo villaggio di fortuna. Uno scenario in cui è davvero difficile immaginare la spiaggia annunciata dalla sindaca Raggi a dicembre. La prima cittadina aveva infatti lanciato il progetto di trasformare una parte della sponda del Tevere – nei pressi di ponte Marconi – in una spiaggia sul modello di Parigi. Quindi con campi sportivi e attività balneari: « Il Tevere è il fiume che attraversa Roma – aveva commentato – ma purtroppo non rappresenta una parte viva e pulsante della città a differenza di molte città europee. L’ intenzione del Campidoglio è un’ operazione di recupero che partirà da lì » . Ma l’ estate è ormai alle porte e nessuna opera di bonifica è stata attuata. Intanto a rischiare ogni giorno sono i turisti e i romani che si avventurano sul percorso a ostacoli. Per questo il Codacons ha depositato un esposto in Procura: «La nostra denuncia – annuncia Carlo Rienzi, presidente dell’ associazione – riguarda la mancanza di sicurezza dovuta a gravi carenze sulla manutenzione. Una tutela per i ciclisti e un passo indispensabile per essere riconosciuti soggetti lesi in caso di apertura di un procedimento penale. Senza dimenticare che si tratta di un patrimonio per la nostra città abbandonato al degrado». © RIPRODUZIONE RISERVATA Sotto i ponti Le banchine di Ponte Sant’ Angelo sono impraticabili per il fango.
flaminia savelli
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- TRASPORTI
-
Tags: bici, Carlo Rienzi, piste ciclabili, roma
