25 Gennaio 2016

Family Day, i cattolici si mobilitano via web oggi parla Bagnasco

Family Day, i cattolici si mobilitano via web oggi parla Bagnasco
via
al consiglio cei: attesa la parola del cardinale rissa sui numeri di
svegliatitalia: «cifre sparate» il cardinale angelo bagnasco

ROMA. Il tam-tam corre sui social: dopo la manifestazioni di sabato a favore delle unioni civili, ora sono i cattolici, contrari al disegno di legge Cirinnà, a scaldare i motori in vista del Family Day in programma sabato prossimo a Roma. È la rete a fare da collante a un universo variegato e non organizzato secondo i classici schemi dei movimenti. Alcune associazioni hanno aderito, ma altre hanno lasciato libertà d’ iniziativa ai propri aderenti. Ieri ha debuttato anche il portale Web dove vengono pubblicate informazioni di ogni tipo sull’ appuntamento di sabato. Intanto, in vista del Consiglio della Cei di oggi, i vescovi continuano a procedere (e a dichiarare) in ordine sparso. Se il cardinale di Ancona, Edoardo Menichelli, invita a «non alimentare contrapposizioni, scontri, e a innalzare bandiere», un altro vescovo, Giancarlo Bregantini, titolare della diocesi di Campobasso e da sempre in prima linea sulle questioni sociali, parlando del Family Day dice: «Spero davvero in una grande partecipazione». E sulla posizione del presidente della Conferenza episcopale italiana, Angelo Bagnasco, aggiunge: «Serviva chiarezza, ha fatto bene il cardinale a entrare in gioco». Ma a fare chiarezza sarà oggi l’ intervento dello stesso Bagnasco al Consiglio permanente della Cei. Fuori delle dichiarazioni captate in questi giorni dai microfoni dei giornalisti, l’ arcivescovo di Genova do vrebbe dare indicazioni un po’ più ufficiali. Se è già noto il suo appoggio alla piazza delle famiglie, oggi però le sue parole avranno un peso per tutta la Cei. E non è escluso un atteggiamento cauto, anche considerato il fatto che i temi della riunione dei vescovi italiani non sono stati oggetto di confronto tra Bagnasco e il papa; la consueta udien za che precede il Consiglio permanente della Cei, infatti, questa volta non c’ è stata. E comunque il pontefice, in più occasioni, si è detto contrario ai «vescovi -pilota». In attesa di una posizione ufficiale dei vertici della Chiesa, i cattolici si organizzano dal basso. Pullman dalle parrocchie e il passa -parola sui social network per accogliere le famiglie che verranno a Roma. Su Twitter viaggiano i richiami degli organizzatori, ma anche di singoli preti e suore. Singolare l’ appello, pubblicato da uno dei blog più attivi sul Family Day, delle suore trappiste di clausura di Vitorchiano: «Noi qui siamo venticinque, siamo suore di clausura e non possiamo andare. Chi vuole andare al posto di ognuna di noi? È un favore personale che chiediamo a degli amici. Rimborseremo le spese del viaggio». Lo scontro a distanza tra le due piazze, quella per le unioni gay di sabato scorso e quella contro il disegno di legge Cirinnà di sabato prossimo, tocca anche le grande aziende dei trasporti. Dopo le polemiche per gli sconti ferroviari proposti da “Italo” per il Family Day, ieri l’ azienda ha chiarito in un tweet: «”Italo” offre convenzioni se richieste, per ogni tipologia di evento autorizzato, senza fare scelte ideologiche e di appartenenza». Ma il Codacons oggi stesso presenterà una denuncia all’ Antitrust. Sconti per il 30 gennaio – si legge sul sito del Family Day- sono disponibili anche su Trenitalia e per i biglietti Atac a Roma. Intanto i mezzi di comunicazione d’ ispirazione cattolica, all’ indomani di “Svegliatitalia” criticano i numeri dati sulla partecipazione. «I conti non tornano», scrive Avvenire definendo la stima di un milione di persone «cifre sparate dagli organizzatori». Invece Tv2000 si prepara per sabato 30 alla trasmissione sul Family Day, come annunciato qualche giorno fa dal direttore, Paolo Ruffini.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this