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3 Gennaio 2017

Famiglie sommerse dai debiti Scatta il piano anti-povertà

    Famiglie sommerse dai debiti Scatta il piano anti-povertà

    PERUGIA LA CRISI non dà tregua e anzi negli ultimi anni ha costretto un numero crescente di famiglie e di piccole imprese a esporsi a un indebitamento, che spesso scava una voragine nei bilanci degli umbri. Ma ci potrebbe essere una via d’ uscita: Nel nostro ordinamento – spiega la presidente del Codacons Umbria Carla Falcinelli – esiste una legge pressoché sconosciuta il cui obiettivo è proprio quello di aiutare consumatori e aziende a ridurre il carico di debito accumulato negli anni. Si tratta della legge numero 3 del 27 gennaio 2012, che introduce le procedure di composizione della crisi da sovra-indebitamento, strumenti per mezzo dei quali ai cittadini e alle piccole imprese è data la possibilità, con l’ intervento del giudice, di ridurre i debiti diventati eccessivi fino al 50% del loro importo. In quest’ ottica il Codacons lancia anche in Umbria una azione legale contro il sovra-indebitamento. COME FARE DOMANDA per accedere agli aiuti: tutti i cittadini e i piccoli imprenditori strozzati dai debiti, seguendo la procedura indicata sul sito www.codacons.it, possono ottenere l’ aiuto di uno staff di legali ed esperti dell’ associazione, che valuteranno le singole posizioni e assisteranno consumatori e aziende nell’ iter da avviare per ottenere la riduzione fino al 50% dei debiti accumulati. La legge infatti – spiega ancora il Codacons Umbria – prevede tre diverse procedure a favore dei soggetti sovra-indebitati: l’ accordo di ristrutturazione dei debiti, il piano del consumatore e la liquidazione di tutti i beni. Tutte le famiglie e le imprese della nostra regione strozzate dai debiti possono verificare attraverso l’ associazione se ricorrano i presupposti per ottenere i benefici previsti dalla legge e valutare la procedura più adeguata da avviare per salvare il proprio patrimonio. MA CI SONO problemi anche sul fronte delle disabilità e sui rimborsi che non arrivano a fronte delle spese sostenute da cittadini privati per eliminare le barriere architettoniche. Centinaia di disabili sollecitati a predisporre lavori a proprie spese, prevedendo un rimborso – spiega il presidente dell’ Adoc Angelo Garofalo – stanno tutt’ ora aspettando quei fondi e molte di queste persone si sono indebitate per eseguire i lavori. Si tratta di contributi previsti dalle normative vigenti nel nostro paese. Ma dal 2001 lo Stato non ha più effettuato il riparto dei finanziamenti a favore delle Regioni. Così Palazzo Cesaroni si è fatta carico di trovare i denari all’ interno dei propri bilanci, fondi da ripartire poi tra i vari Comuni dove sono già arrivate centinaia di domande da parte dei privati. Soltanto a Perugia le famiglie in graduatoria sono diverse centinaia, ma rischiano di non vedere il becco di un quattrino.
     
     

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