28 Dicembre 2007

“Famiglie, sempre più rinunce tagli a viaggi, ristoranti e cinema“

L`identikit delle rinunce secondo il Codacons. In contrazione anche i beni per la casa
“Famiglie, sempre più rinunce tagli a viaggi, ristoranti e cinema“

Meno cene al ristorante, viaggi e scarpe nuove. Secondo un`indagine del Codacons sono queste le rinunce delle famiglie romane nel 2007. Un taglio per far quadrare bilanci e combattere il carovita. “Il dato che emerge – spiega il presidente Codacons, Carlo Rienzi – è quello che vede l`80% delle famiglie affermare di aver modificato la propria propensione all`acquisto; di queste l`85 per cento registra un peggioramento delle proprie condizioni di vita. Abbiamo inoltre chiesto di indicare i settori per i quali nel 2007 si sono ridotti i consumi, e una stima percentuale di tale riduzione. Spese per la casa, cene fuori, calzature e viaggi all`estero sono i beni che nell`anno che sta per chiudersi hanno subito le maggiori contrazioni. A dimostrazione di come i consumatori siano sempre più costretti a limitare le spese per i beni secondari, destinando quasi esclusivamente i propri bilanci a beni di prima necessità, bollette, mutui e affitti“. Così si scopre che le famiglie (il campione era di 500) ha tagliato sulla vacanza all`estero. 25% in meno di spesa, mentre si è risparmiato un 35 per cento sul budget familiare preparando più cene a casa ed evitando di sedersi al ristorante. Persino la voglia di accontentare i pargoli ha subito uno stop: gli intervistati hanno detto di aver fatto economie sui giochi dei bambini sull`ordine del 20%. E nelle maglia del “taglia taglia“ è finito anche uno svago da 7 euro come il cinema: meno 20%. Meglio non è andata con le calzature dove la spesa per l`acquisto è crollata del 30%. Un po` meno si è rinunciato ad essere belli: nell`acquisto di creme, deodoranti e profumi si è stati sì parsimoniosi ma con una certa moderazione: meno 5 per cento. Per ciò che riguarda la casa invece la cinghia si è ristretta di molto. Quaranta per cento di euro in meno sborsati per rinnovare cose come tende, lenzuola, tazze e piatti o divani. E la fiducia per il futuro? Manca. Alla domanda “Ritiene che i prezzi in Italia possano subire un arresto o una riduzione?“ ha risposto sì il 13 per cento del campione, no il 72% e non so il 15%. In mancanza della “palla di vetro“ lo stesso campione si dichiarato disposto a fare ancora più economie. E a ridurre i consumi là dove è possibile. Anche qui a farne le spese è ciò che può esser considerato superfluo. “Per quale settore è disposto a ridurre i suoi acquisti per il 2007?“: ad andare al ristorante o in albergo il 30 %, abiti e scarpe il 20%, a farsi un viaggio il 27% e agli svaghi e al divertimento il 10. Considerando per svaghi e divertimento: cd, libri e biglietti del cinema.

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