Famiglie sempre più indebitate
Il mutuo per la casa, il prestito per la macchina, fino al finanziamento per l’acquisto della televisione o per pagarsi la vacanza all’estero. Ecco le voci, spesso rese necessarie dall’aggravarsi della crisi economica, che hanno fatto lievitare l’indebitamento medio delle famiglie italiane, salito addirittura dell’81% dall’introduzione dell’euro avvenuta il primo gennaio del 2002. Il Nord in testa Alla fine del 2008, come mostra un’analisi della Cgia di Mestre, il debito medio delle famiglie italiane viaggiava leggermente sopra i 15.000 euro (15.067,6 euro), con punte sopra i 20.000 euro per Lodi (20.960), Roma (20.954) e Milano (20.857). La presenza di Roma nel podio delle città più indebitate rappresenta una vera e propria eccezione, visto che tutti gli altri 10 capoluoghi di provincia più gravati dai debiti appartengono a Regioni del Nord. Nella speciale classifica compare anche Brescia al decimo posto: l’indebitamento medio delle famiglie della nostra provincia è pari a 19.371,95 euro, questo dato corrisponde ad una crescita del 104,04% tra l’1 gennaio 2002 e il 31 dicembre 2008. Dall’altro lato della classifica, invece, le 10 province più «virtuose», sono tutte del Sud ed in particolare della Sardegna. Olbia, Medio Campidano, Ogliastra e Carbonia-Iglesias sono infatti i quattro capoluoghi meno indebitati, con il minimo di Carbonia dove le famiglie hanno un debito medio di circa 2.868 euro. Dati da interpretare «Questi dati vanno interpretati, perché le province più indebitate sono quelle che presentano anche i livelli di reddito più elevati», ha sottolineato Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre, secondo il quale è comunque «chiaro che tra queste famiglie in difficoltà vi sono molti nuclei appartenenti alle fasce sociali più deboli. Tuttavia, appare evidente che la forte esposizione di queste realtà, soprattutto a fronte di significativi investimenti avvenuti negli anni scorsi nel settore immobiliare, ci deve preoccupare relativamente». In sostanza nella top ten delle province più indebitate trovano spazio quelle aree che in questi anni hanno investito maggiormente grazie anche ad una maggiore disponibilità economica che ha permesso di accendere mutui e operare un elevato numero di movimenti economico-finanziari Un discorso diverso va invece fatto se si analizza un arco temporale più lungo. «Altra cosa – prosegue infatti Bortolussi – è quando analizziamo la variazione di crescita dell’indebitamento medio registrato tra il 2002 e il 2008. Al di sopra del dato medio nazionale troviamo molte realtà provinciali della Puglia, della Campania e dell’Abruzzo. Ciò sta a significare che questo aumento è probabilmente legato all’aggravarsi della crisi economica che ha indotto molte famiglie a ricorrere a prestiti bancari per affrontare questa difficile situazione». Il record della crescita del debito delle famiglie avvenuta tra il 1° gennaio 2002 (data dell’introduzione dell’euro) e il 31 dicembre 2008, appartiene alla provincia di Chieti (+117,85%). Chiudono la classifica Bolzano con il +42,76% (che tuttavia si presenta con un indebitamento medio per famiglia di 19.417 euro) e Potenza con +39,37%. Codacons all’attacco L’inchiesta della Cgia di Mestre, ha immediatamente provocato la reazione del Codacons: l’indebitamento medio, delle famiglie italiane cresciuto dell’81%, conferma secondo l’associazione dei Consumatori che «i prezzi sono raddoppiati con l’introduzione dell’euro e le famiglie, nel tentativo vano di mantenere un tenore di vita costante, sono state costrette ad indebitarsi». «Ora la crisi mondiale sta dando solo il colpo di grazia a questi consumatori che erano già in grande difficoltà – aggiunge il Codacons -. Ecco perché in Italia, a differenza degli altri Paesi di Eurolandia, sarebbe stato necessario che il Governo concentrasse i suoi scarsi stanziamenti ad aiutare le famiglie indebitate. Invece Tremonti e Berlusconi hanno puntato ad aiutare in primo luogo banche ed imprese, lasciando le briciole ai consumatori e limitandosi, per le famiglie, a due provvedimenti spot – conclude l’associazione -: 2,4 miliardi di euro per il bonus famiglie e 40 euro al mese di social card per 600.000 persone, a fronte di dati Istat secondo i quali il 19,1% della popolazione italiana, ossia circa 4 milioni e 633mila famiglie, non arriva a fine mese, essendo poco sopra la soglia di povertà». Secondo le ultime indagini macroeconomiche l’indebitamento medio delle famiglie italiane si è attestato introno ai 15mila euro, + 81% da quando è entrato in vigore l’euro, il primo gennaio del 2002. Ma scorrendo la classifica delle province più indebitate si scopre che spesso corrispondono a quelle che registrano anche il reddito medio più alto. Ciò significa che l’indebitamento va letto anche come una maggiore propensione all’investimento e all’accensione di mutui in un momento difficile per l’economia. Con questa chiave va letta in parte anche la situazione di Brescia: nella nostra provincia le famiglie risultano indebitate mediamente per 19.370 euro.
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