4 Ottobre 2013

Famiglie, potere d’ acquisto ai minimi dal ’90. Risparmi giù

Famiglie, potere d’acquisto ai minimi dal ’90. Risparmi giù

Roma Nel 2012 il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è sceso in termini correnti del 2% mentre il potere d’ acquisto è diminuito del 4,7%, toccando così il calo peggiore dal 1990. Lo comunica l’ Istat diffondendo i dati aggiornati sull’ anno scorso, anche per quanto riguarda il Pil, e spiegando come anche la propensione al risparmio abbia toccato i minimi da 22 anni. In particolare, il 2012 è stato un anno «nero» per i bilanci delle famiglie con record negativi sia per la capacità di spesa espressa in termini reali, ormai in diminuzione già dal 2008, sia per l’ inclinazione al risparmio, definita dal rapporto tra il risparmio lordo e il reddito disponibile. Questo rapporto, calato all’ 8,4 per cento, risulta più che dimezzato a confronto con la tendenza di quindici anni prima. Sempre nel 2012, il valore del Prodotto interno lordo ai prezzi di mercato ha registrato un calo dello 0,8% rispetto all’ anno precedente. La variazione del Pil in percentuale è stata pari a -2,5%. Questa caduta è stata accompagnata da una contrazione delle importazioni di beni e servizi del 7,4% e, nel complesso, le risorse disponibili sono diminuite del 3,7%. Dal lato degli impieghi si registrano marcate flessioni dei consumi finali nazionali (-3,8%) e degli investimenti fissi lordi (-8,3%) mentre aumentano le esportazioni di beni e servizi (+2%). Per i consumatori del Codacons il dato Istat sulla contrazione del potere d’ acquisto delle famiglie è drammatico. Tradotto in cifre è come se una famiglia di 3 persone avesse avuto una perdita equivalente a 1.642 euro (1.351 una famiglia di 2 componenti, 1.809 una di 4), una stangata tanto invisibile quanto disastrosa. Per Confesercenti «il forte calo del potere d’ acquisto segnalato dall’ Istat non può sorprendere perché è la conseguenza diretta di una lunghissima recessione che ha demolito occupazione e consumi, mentre la pressione fiscale era in forte rialzo». Il tutto, conclude la nota di Confesercenti, è «la conferma della drammatica situazione in cui versano le famiglie italiane. Una situazione aggravata dal crollo del reddito disponibile reale: secondo nostri calcoli dall’ inizio del 2012 alla fine del 2013 la sua riduzione toccherà il 6,5%. Ora la politica economica deve essere davvero indirizzata alla crescita».
 

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