9 Gennaio 2016

Famiglie più ricche, si spende e si risparmia

Famiglie più ricche, si spende e si risparmia
● nel terzo trimestre
2015 il potere d’ acquisto cresce dell’ 1,4%, l’ incremento più forte
registrato dall’ istat negli ultimi 8 anni ● sale anche il reddito
disponibile con conseguente aumento sia della spesa familiare che della
propensione al risparmio

R.E. Se in Italia, come negli altri Paesi, si tiene il fiato sospeso per il possibile “contagio” della crisi finanziaria cinese, i segnali che arrivano dall’ economia reale continuano autorizzare un cauto ottimismo. Dopo i dati positivi dell’ occupazione di giovedì, ieri e stata la volta di potere d’ acquisto e reddito disponibile per le famiglie, rilevati nel terzo trimestre del 2015. Entrambi hanno evidenziato dei progressi robusti: il primo e risultato in crescita dell’ 1,4% rispetto al trimestre precedente, il secondo dell’ 1,5% nel confronto con lo stesso periodo del 2014. Effetti a catena Per quanto riguarda il potere d’ acquisto delle famiglie, la sua percentuale d’ incremento non si vedeva addirittura da otto anni. Esattamente, in base alle serie storiche dell’ Istat, dal secondo trimestre del 2007. Non a caso, gra zie anche ad un’ inflazione praticamente nulla che ha evitato l’ erosione dei salari, il reddito disponibile e cresciuto in maniera analoga, con un +1,3% rispetto al trimestre precedente. Una maggiore disponibilità finanziaria che ha permesso da un lato di accrescere la spesa familiare (+0,4% su base congiunturale e +1,2% su base tendenziale) e dall’ altro di aumentare la propensione al risparmio. Dunque le famiglie italiane sono tornate a mettere qualcosa da parte proprio perché il reddito a loro disposizione e cresciuto più di quanto non sia aumentata la spesa. Una condizione positiva che ha permesso anche di neutralizzare il lieve aumento della pressione fiscale. Sempre nel terzo trimestre, in attesa quindi degli sgravi che – a partire dalla tassazione sulla casa – arriveranno nel 2016, il peso del fisco e infatti salito fino al 41,4% (+0,1 punti percentuali) rispetto allo stesso periodo dell’ anno prece dente. Se invece si fa riferimento alla media dei primi tre trimestri, pari al 41,2%, ne risulta un andamento stabile nel paragone con l’ analogo periodo del 2014. Consumatori cauti Per quanto si tratti dell’ ennesima tornata di cifre incoraggianti, le associazioni dei consumatori hanno rilasciato dei commenti molto cauti, accompagnati da qualche precisazione. E così il Codacons sottolinea come la crescita complessiva del Paese sia «ancora insufficiente a colmare l’ enorme gap accumulato rispetto ai livelli precedenti l’ esplodere della crisi economica». L’ Unione Nazionale Consumatori, dal canto suo, evidenzia come a dare un contributo importante agli ultimi risultati sia stato il basso livello dell’ inflazione. Infine, ci sono Adusbef e Federconsumatori che giudicano entrambe «eccessivamente ottimistici» gli ultimi dati Istat.

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