Famiglie più povere, consumi giù dell’ 1,6%
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fonte:
- Corriere Adriatico
La crisi attanaglia famiglie e imprese prosciugando le loro casse e colpendo le diverse voci di bilancio come mai era avvenuto almeno dagli anni Novanta. Gli ultimi dati dell’ Istat sui conti degli italiani parlano di una recessione feroce che ha corroso la ricchezza tanto che il 2012 può essere archiviato come l’ anno più nero sotto molti aspetti, con la recessione che non ha solo intaccato i dati macroeconomici ma ha direttamente bussato in casa. Il potere d’ acquisto è crollato del 4,8% in un anno, la peggiore caduta da quando esiste la rilevazione, ovvero dal 1990. Al minimo storico da ventidue anni è pure arrivata la propensione al risparmio. Insomma gli italiani non possono più permettersi di fare le “formiche”, continuano a tagliare le spese (-1,6%) ma il calo dei redditi, sce si del 2,1% nel 2012, non consente di mettere da parte un granchè. E il 2013 per ora non promette bene, visto che le retribuzioni, monitorate sempre dall’ Istituto nazionale di statistica, sono rimaste ferme a febbraio rispetto a gennaio, crescendo solo dell’ 1,4% su base annua. Inoltre cattive notizie giungono dalla Banca d’ Italia: sempre a febbraio, i prestiti alle famiglie sono scesi dello 0,7%, mentre quelli alle società non finanziarie sono diminuiti del 2,6%. Tornando ai dati dell’ Istat, colpisce il tracollo del potere d’ acquisto, ovvero il reddito reale, che negli ultimi tre mesi del 2012 è addirittura sceso del 5,4%. E il periodo ottobre -dicembre dello scorso anno è stato il peggiore anche per il reddito in valori correnti e per la spesa destinata ai consumi. A questo punto non stupisce un calo del 4,6% degli investimenti delle famiglie, che coincidono con gli acquisti di abitazioni. Nonostante la stretta sulle uscite la propensione al risparmio, ovvero la quota di reddito messa da parte nel 2012 scende ancora, fermandosi all’ 8,2%, un altro record negativo. La Uil punta il dito sulla “crescente disoccupazione” e sui “salari troppo bassi”, mentre l’ Ugl sottolinea le responsabilità di una pressione fiscale arrivata al 52%. Confcommercio evidenzia la gravità del tonfo del potere d’ acquisto, parlando del “peg gior dato da trenta anni”. Intanto il Codacons calcola come tradotta in cifre la discesa del potere d’ acquisto sia equivalente a una perdita di 1.678 euro per una famiglia tipo. La cura dimagrante fa effetto anche sulla pubblica amministrazione: nel 2011, secondo i dati diffusi dall’ Aran, la spesa per le retribuzioni dei dipendenti pubblici ha, dopo 31 anni di crescita ininterrotta, invertito la rotta Ancora tragici gesti dettati dalla crisi e, questa volta, anchedallasola paura dell’ incubo licenziamento. A pochi giorni dal dramma dei tre anziani di Civitanova Marche- ricordati ieri in Senato-, ancorasuicidi, in Sardegna e in Veneto. Un imprenditoredi 53 anni, di Macomer, nel nuorese, probabilmenteschiacciatodalla crisi economica dellasua azienda, si ètolto lavita nellasuasegheriasituata nellazona artigianale di Bonu Trau a Macomer. L’ uomo, sposato ma separato, è uscito da casa prima dell’ alba ed ha raggiunto il suo capannone dove stoccava il legname. I familiari non vedendolo tornare a casa lo hanno cercato. E’ statotrovato impiccato nel laboratorio artigianale. L’ azienda era in crisi ma nulla faceva presagire quanto accaduto. L’ altra drammaticastoria in Veneto, nel bellunese. E’ stato trovato morto in un boschetto nell’ area di Pedavena, un uomo di 46 anni, di Feltre. Secondo ipotesi investigative, l’ uomo si è ucciso per la paura di perdere il lavoro.
filippo crotoneo
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