Famiglie, più consumi ma 80 euro «leggeri»
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fonte:
- l`Adige
ROMA – Le famiglie italiane sembrano avere ritrovato la fiducia per allentare i cordoni della borsa, tenuti ben stretti durante tutta la crisi. La risalita dei consumi resta però timida, con l’ Istat che prevede un aumento di appena lo 0,2% nel 2014. La ricomparsa del segno più ha tuttavia un valore simbolico, ponendo fine a una sfilza di ribassi lunga tre anni. Le stime primaverili dell’ Istat sulle prospettive del Paese pur registrando un’ inversione di rotta restano quindi caute, con l’ Istituto che avverte come il bonus di 80 euro in busta paga abbia sì un «effetto positivo», ma ancora «minimo». D’ altra parte c’ è tanta strada da fare per recuperare quanto perso sotto i colpi della recessione. Una mano arriva dalla bassa inflazione che, combinata a un aumento del reddito, ridà fiato al potere d’ acquisto, pronto a superare la soglia dello zero dopo una fase depressiva durata sei anni. Piedi puntati sulla situazione attuale, stando ai contenuti del Def, e sguardo alzato sul futuro, l’ Istat prevede un aumento della spesa dello 0,2% per quest’ anno, dello 0,5% per il prossimo e dell’ 1% per il 2016. Tutte cifre che hanno la loro ripercussione sull’ andamento dell’ economia generale. Ma, sottolineano a via Ce sare Balbo, la spinta non è tanto originata della ripresina sul fronte consumi, quanto del ritorno agli investimenti da parte delle imprese. Tanto che l’ Istituto parla di utilizzo degli impianti vicino ai livelli pre-crisi. Sulle ricadute positive che potranno avere gli 80 euro in più nelle buste paga di molti italiani, sono ancora più ottimisti Federconsumatori e Adusbef. E giusto sabato scorso il Censis aveva calcolato un aumento della spesa di 3,1 miliardi, a fronte di un introito stabile nel tempo. Per il Codacons non c’ è da entusiasmarsi per un +0,2% nei consumi, visto che coincide con la precedente stima dell’ Istat, ma a ben vedere è una delle poche variabili rimaste inalterate, mentre quasi tutto resto è stato rivisto in peggioramento. Intanto il Ministero dell’ Economia comunica che reggono le entrate nonostante la crisi economica si faccia ancora decisamente sentire. E nei primi tre mesi dell’ anno crescono di 1,5 miliardi (+1,8%). Ma la notizia migliore sembra essere quella relativa all’ Iva: l’ imposta sugli scambi interni sale infatti di oltre il 7%. Procede bene anche il recupero dell’ evasione mettendo a segno un +9,1% (+141 milioni) e lasciando sperare bene quindi per la fine dell’ anno.
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