7 Settembre 2010

Famiglie italiane Pesano i debiti: +20% nel 2010

ROMANell’ anno della crisi, gli italiani si sono indebitati di più. Non solo per far fronte ai consumi però, perchè la maggior parte dei prestiti richiesti dalle famiglie sono relativi ai mutui, a lungo termine, per l’ acquisto di casa. Preoccupate le associazioni dei consumatori, che parlano di famiglie «al collasso» che ormai non riescono più neanche a contrarre debiti. Il quadro dell’ indebitamento delle famiglie lo ha fornito la Banca d’ Italia nel supplemento al Bollettino statistico. I dati forniti dalla Banca d’ Italia L’ aumento complessivo dei prestiti chiesti dalle famiglie è, tra luglio 2009 e lo scorso luglio, di circa 100 miliardi in più. Si passa infatti dai 479,7 miliardi del luglio 2009 ai 579,4 miliardi di luglio 2010. Con una crescita che, in valore percentuale, è del 20,8%. Tra gennaio 2010 e luglio, la crescita è costante e si passa da 498,9 miliardi del primo mese dell’ anno a sfondare la quota dei 500 miliardi già a febbraio (502,3 miliardi), fino agli oltre 570 di luglio. Un livello quello toccato a fine luglio decisamente molto più elevato di quanto registrato appena 3 anni indietro. In tutto il 2007 infatti (non solo nei primi 8 mesi dell’ anno) il livello dei prestiti era a quota 464,2 miliardi (oltre 115 miliardi in meno). Tra le diverse tipologie di prestito concesse dal sistema bancario alle famiglie la fa da padrone il prestito per l’ acquisto di abitazioni. Segue, per consistenza, la voce «altri prestiti» e, alla fine della lista, si trova il credito al consumo. Per quanto riguarda i prestiti per le abitazioni, quelli più consistenti sono chiaramente quelli a più lungo termine: oltre i 5 anni. Si tratta infatti di 342,9 miliardi a luglio 2010 rispetto ai 270,1 miliardi del luglio 2009. Inclusi tutti i «tagli» (prestiti fino a un anno e tra 1 e 5 anni) si arriva a circa 345 miliardi. Seguono come consistenza gli «altri prestiti», ad esempio quelli personali che sono circa 170 miliardi e la parte più consistente, anche in questo caso, è rappresentata dal taglio più lungo (97,5 miliardi), cioè oltre i 5 anni. Infine il credito al consumo: in tutto, sempre a luglio 2010, a quota 62,9 miliardi. «Un segnale di allarme» Adusbef e Federconsumatori parlano di «un vero e proprio segnale di allarme circa la condizione delle famiglie», in particolare per quanto riguarda «la caduta del credito al consumo». Mentre, secondo il Codacons, l’ impennata del 20,8% dei debiti delle famiglie dimostra che queste «sono al collasso». «Già di per sè – spiegano Adusbef e Federconsumatori – è grave quando le famiglie sono costrette a ricorrere all’ indebitamento per i consumi, ma diventa allarmante quando le famiglie non sono neanche più in grado di indebitarsi, indice questo di una forte caduta della fiducia nelle prospettive del Paese».
 

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