Famiglie, il potere di acquisto continua la corsa in discesa
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fonte:
- Il Messaggero
Calo dell’ 1% nei primi tre mesi del 2012 e del 2% in un anno di LUCIANO COSTANTINI ROMA Famiglie sempre più povere. Magari lo si sapeva. Adesso lo certifica anche l’ Istat con l’ ultimo rilevamento del primo trimestre 2012. Il potere di acquisto, tenuto conto dell’ inflazione, è calato dell’ 1% rispetto agli ultimi tre mesi del 2011 e addirittura del 2% su base annua. Il dato più basso da dodici anni: nei primi tre mesi di quest’ anno il valore è stato pari a 230,8 milioni di euro e per trovarne uno inferiore bisogna tornare agli ultimi tre mesi del 2000 con 230,4 miliardi. Che non si tratti semplicemente di un arretramento congiunturale lo dimostra la diminuzione anche del tasso di investimento delle famiglie consumatrici (definito dal rapporto tra investimenti fissi lordi, che comprendono esclusivamente gli acquisti di abitazioni e il reddito disponibile lordo). In questo caso il calo è stato pari al 6,7% in diminuzione dello 0,2% sul trimestre precedente e di 0,4 punti sui primi tre mesi del 2011. Gli investimenti fissi lordi delle famiglie consumatrici hanno subito una consistente contrazione con un -2,7% in termini congiunturali e un -4,6% su base annua. Il reddito disponibile è sceso dello 0,5% rispetto al trimestre precedente, ma è salito dello 0,9% sullo stesso periodo dello scorso anno. Le cifre, ovviamente, non possono essere interpretate. E anche nel caso di quelle fornite dal nostro istituto di statistica parlano da sole. Le famiglie si trovano in una drammatica incudine: tra stipendi (quando ci sono) erosi dall’ inflazione e la crisi che si è trasformata in recessione. La disoccupazione crescente va a completare un quadro più che preoccupante. Per il Codacons i dati Istat sono addirittura peggiori di qualsiasi previsione perché nel 2012 si sta registrando un calo quattro volte maggiore di quello segnato lo scorso anno. «Segno evidente – sottolinea il presidente, Carlo Rienzi – che le famiglie sono ormai allo stremo ed i provvedimenti adottati dal governo hanno avuto effetti devastanti sulle tasche degli italiani». «I numeri parlano chiaro – osserva Pier Paolo Baretta, capogruppo Pd in Commissione Bilancio della Camera – e segnalano una erosione costante della ricchezza disponibile che va assolutamente bloccata con interventi decisi. Bene lo stop dell’ Iva, ma non basta. Bisogna recuperare risorse per la crescita». I dati Istat sono largamente confermati anche da un rapporto presentato da Prometeia, secondo cui il ridimensionamento dei piani di spesa dei consumatori italiani è divenuto più intenso: la domanda è diminuita dell’ 1% congiunturale (quarto calo consecutivo) e del 2,4% tendenziale. La contrazione maggiore è stata accusata dai beni durevoli (-3,7% sul trimestre precedente e -12% su base annua). Segno negativo anche per i beni non durevoli, i semi durevoli e, a differenza della maggiore tenuta evidenziata negli ultimi trimestri, anche per i servizi. La crisi si ripercuote anche sulla propensione al risparmio, stimata in calo anche nel 2012. Prometeia ritiene infatti che questa possa diminuire ancora al fine di attenuare gli effetti dell’ indebolimento del potere d’ acquisto sui flussi di spesa. RIPRODUZIONE RISERVATA.
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