28 Maggio 2021

Famiglie e imprese tornano ad avere fiducia nel futuro

A maggio  la  fiducia  di  famiglie  imprese  torna  ai  livelli  pre-Covid.  Complice  la  fine  della  terza  ondata  dell’emergenza  sanitaria  il  buon  andamento  delle  vaccinazioni  arrivano  segnali  incoraggianti  per  la  ripresa  dei  consumi  del  giro  d’affariaffari.  L’Istat  stima  «un  marcato  aumento»  sia  dell’indice  del  clima  di  fiducia  dei  consumatori  (da  102,3  110,66)  sia  dell’indice  composito  del  clima  di  fiducia  delle  imprese  (da  97,9  106,77).  «A  maggio  il  clima  di  fiducia  delle  imprese  accelera  fortemente  rispetto  alla  tendenza  positiva  in  atto  da  dicembre  2020,  raggiungendo  il  livello  più  elevato  da  febbraio  2018»,  sottolinea  l’istituto  di  statistica  spiegando  che  il  miglioramento  della  fiducia,  diffuso  tutti  comparti,  è  più  marcato  per  servizi  di  mercato,  turismo  trasporti  in  testa.  Positivi  dati  sull’industria  manifatturiera,  in  particolare  quella  delle  costruzioni,  mentre  nel  commercio  al  dettaglio  l’ottimismo  è  meno  marcato.  L’indice  di  fiducia  dei  consumatori,  in  risalita  per  il  secondo  mese  consecutivo,  «si  avvicina  al  livello  di  febbraio  2020  segnalando  un  recupero  completo  rispetto  alla  caduta  dovuta  all’emergenza  sanitaria.  La  crescita  è  trainata  soprattutto  dal  deciso  miglioramento  delle  opinioni  sulla  situazione  economica  del  Paese  sulle  prospettive  future».  Minore  ottimismo  invece  per  quanto  riguarda  la  condizione  perA  sonale  degli  intervistati.  Segnali  incoraggianti  soprattutto  in  vista  dell’estate  quelli  emersi  dalle  rilevazioni  dell’IstatIstat.  Per  l’ufficio  studi  di  Confcommercio  si  tratta  di  «un  segnale  importante»  che  evidenzia  in  modo  rassicurante  «l’accordo  tra  funzionamento  delle  istituzioni  propensioni  dei  cittadini  del  mondo  produttivo  partecipare  senza  riserve  alla  costruzione  della  crescita  economica»  ed  è  coerente  con  la  prospettiva  di  una  crescita  del  Pil  del  4%  per  l’anno  in  corso.  Di  un  «un  recupero  atteso,  soprattutto  per  quei  servizi  di  mercato  che  sono  stati  più  penalizzati  dalla  crisi  come  il  turismo,  che  registra  un  rimbalzo  di  oltre  30  punti  con  un’accelerazione  delle  attese  degli  ordini»  parla  l’Ufficio  economico  Confesercenti.  Per  il  Codacons  questo  “tesoretto  di  fiducia”  delle  famiglie  «potrebbe  influire  in  modo  positivo  sui  consumi  delle  famiglie,  attualmente  in  fase  di  stallo,  ma  soprattutto  sulla  propensione  dei  cittadini  alle  partenze  nel  periodo  estivo  alla  spesa  per  vacanze  servizi  turistici».  Di  “effetto  vaccino  ed  effetto  riaperture”  parla  l’Unione  Nazionale  Consumatori.  Meno  ottimista  il  commento  di  Federconsumatori  che  mette  l’accento  sui  pesanti  strascichi  socioeconomici  della  pandemia.  Per  l’associazione  nuovi  dati  Istat  peccano  di  “un  eccesso  di  ottimismo”  considerando  «che  mercoledì  lo  stesso  istituto  di  statistica  aveva  evidenziato  un  netto  peggioramento  per  il  29%  delle  famiglie  delle  proprie  condizioni  economiche  nel  2020  rispetto  all’anno  precedente». 

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