27 Febbraio 2015

Famiglie e imprese hanno fiducia nel futuro Consumi ancora fermi, spread vicino a 100

Famiglie e imprese hanno fiducia nel futuro Consumi ancora fermi, spread vicino a 100

 
ROMA. Una ripresa è certa ed è quella della fiducia: l’ indice dell’ Istat che misura l’ ottimismo fa segnare a febbraio valori record sia per le famiglie che per le aziende. Inoltre il Tesoro ha collocato tutti i Btp in offerta con tassi in discesa a nuovi minimi storici. E intanto si abbassa ancora lo spread, ormai tornato ai livelli di circa cinque anni, sempre più vicino alla fatidica soglia cento. C’ è però una nota stonata che tocca il commercio, ancora in affanno, anche se i dati risalgono a dicembre e sono quindi un po’ più “vecchi” rispetto alle altre cifre. L’ Istituto di statistica non registrava tra i consumatori una fiducia così alta da quasi tredici anni, ovvero dal giugno del 2002. L’ indicatore è schizzato a 110,9 punti, spinto soprattutto dalle attese sul miglioramento della situazione economica del Paese, in particolare sul rientro della disoccupazione. Meno intensa è stata invece la crescita della fiducia per quel che attiene la sfera personale. Inoltre gli italiani puntano più sul futuro che sul presente. La percezione sembrerebbe quella di una ripresa in arrivo, che ancora non si fa sentire sulla pelle dei cittadini, ma si tratta comunque, visti i numeri, di una sensazione forte. Un’ impennata dell’ ottimismo si rileva anche per le aziende, che toccano i massimi da metà del 2011 (l’ indice raggiunge i 94,9 punti). Fin qui le cifre su febbraio, ma solo due mesi prima le cose andavano diversamente, a una fiducia in calo corrispondeva, svela ora l’ Istat, consumi in stallo. Nel mese delle feste natalizie il giro d’ affari dei negozi non ha fatto scintille, contraendosi dello 0,2% rispetto a novembre, con un aumento di appena lo 0,1% su base annua, grazie agli alimentari. Un segnale «timido» per la Confcommercio, che tuttavia non va trascurato, perché indice di un’ inversione di rotta. E di «spiragli» parla anche Federdistribuzione. Di diverso parere le associazioni dei consumatori, alquanto scettiche: il Codacons punta il dito contro il bonus degli 80 euro giudicandolo «un flop», mentre Federconsumatori e Adusbef definiscono «inverosimili» i dati sulla fiducia, mossi da «entusiasmi prematuri», suscitati dall’ elezione del nuovo Capo dello Stato o dall’ ondata di previsioni positive sul 2015. Di certo il 2014 sul fronte consumi passa agli archivi come un altro anno “nero”, il quarto consecutivo (-1,2%). Non ci sono dubbi sull’ interpretazioni dell’ asta di Btp a 5 e 10 anni, il Tesoro ha collocato tutti i 7 miliardi di euro con tassi in discesa a nuovi minimi storici: sul 5 anni il rendimento medio è sceso allo 0,56% (da 0,89% dell’ asta di gennaio) e sul decennale all’ 1,36% (da 1,62%). Poco dopo lo spread è calato a 104 punti e così ha chiuso, a un passo da quota cento. D’ altra parte, spiega Maria Cannata, direttore del Debito pubblico del Tesoro, già da fine ottobre, ossia da quando il mercato si è convinto che la Bce avrebbe lanciato il Quantitative easing, «si è verificato un acquisto massiccio di Btp», che prosegue: «Assistiamo ogni giorno – aggiunge – a un ribasso dei tassi», con «grande appetito per i titoli della periferia». M. BE.

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