10 Gennaio 2014

Famiglie, crolla il potere d’ acquisto Rallenta (di poco) il peso del fisco

Famiglie, crolla il potere d’ acquisto Rallenta (di poco) il peso del fisco

 ANDREA D’ AGOSTINO MILANO Che le famiglie italiane si siano impoverite negli ultimi anni non è una novità. E con le nuove tasse in arrivo, è facile prevedere un ulteriore crollo dei consumi che neanche i saldi di questi giorni riescono in parte ad ‘arginare’. L’ ultimo bollettino Istat ‘certifica’ che nel corso del 2013 – in particolare nei primi undici mesi – il potere d’ acquisto delle famiglie è calato dell’ 1,5% rispetto allo stesso periodo del 2012, mentre la propensione al risparmio è salita ancora di più: solo nel terzo trimestre dell’ anno scorso (da luglio a settembre) è cresciuta del 9,8% rispetto ai tre mesi prima e dell’ 1,1% sullo stesso periodo del 2012. Un segnale di paura. Quanto al bilancio dello Stato, nei primi nove mesi del 2013 il rapporto tra indebitamento netto e Pil è stato pari al 3,7%, con un lieve incremento di 0,3 punti percentuali. La pressione fiscale rimane sempre alta, intorno 41%, anche se nel terzo trimestre 2013 è lievemente calata al 41,2%, dal 42,4% dell’ anno prima. Proprio il periodo estivo dell’ anno scorso, secondo l’ Istituto, è quello che mostra segnali di recupero: il reddito disponibile delle famiglie, per citare un altro dato, è aumentato dello 0,8% rispetto ai tre mesi prima (+0,5% sullo stesso periodo 2012), segnando così la prima variazione positiva dalla fine del 2011. E scoppia la polemica dalle associazioni dei consumatori, con l’ Adusbef che ricorda come la ricchezza disponibile dei consumatori sia stato falcidiata sin dall’ introduzione dell’ euro: da 95 miliardi di euro nel 2002 (dati Bankitalia) si è arrivati a 74,74 miliardi. «Ciò che balza agli occhi – afferma l’ Adusbef – è la variazione di un -80% del risparmio delle famiglie nel decennio 2002-2012, con una diminuzione di 18,8 miliardi». Il crollo dei consumi è dimostrato anche dalla capacità di spesa che, se nel 2001 era pari in Italia a 119 punti (tra le più elevate dei Paesi europei) nel 2012 è diminuita di 20 punti, collocando l’ Italia al secondo posto la Grecia. «Non vorremo che l’ Istat, nello sfornare un rapporto troppo ottimistico sulla propensione al risparmio, che diverge da tutti gli altri indicatori economici su disoccupazione, povertà e flessione dei consumi della stessa Istat, voglia solo compiacere il governo », conclude polemicamente l’ Adusbef. Rincara la dose il Codacons: la realtà, rispetto ai dati Istat, «purtroppo è assai peggiore. Le famiglie hanno subìto un calo di almeno il triplo rispetto a quello stimato dall’ Istat». Secondo Nomisma c’ è stato un crollo nel potere d’ acquisto che, pur essendosi stabilizzato negli ultimi mesi dopo sei anni di caduta ininterrotta, ha comunque riportato il Paese indietro di 25 anni.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this