28 Novembre 2012

Famiglie con sempre meno soldi

Famiglie con sempre meno soldi

 

 

Le famiglie italiane si destreggiano tra sconti e prodotti non griffati. Vince il bisogno di … ROMA «Per le famiglie italiane siamo al quinto anno di riduzione del reddito reale ». Lo ha detto il vicedirettore di Bankitalia, Salvatore Rossi, secondo cui quest’ anno «si profila una diminuzione anche più marcata di quella, del 2,5%, avutasi in occasione della recessione del 2009. Le famiglie, pertanto, ridimensionano o rinviano l’ acquisto di abitazioni e di beni di consumo durevoli, riducendo di conseguenza la loro domanda di finanziamenti alle banche». Livello più basso Intanto l’ Ocse non esclude «un’ ulteriore stretta di bilancio nel 2014 per restare nel percorso di riduzione del debito previsto». Nel frattempo «la decelerazione dei prestiti alle famiglie italiane si è accentuata. La dinamica è divenuta negativa nel terzo trimestre di quest’ anno, allorché il totale dei prestiti (sofferenze escluse) è risultato più basso dell’ 1 per cento rispetto a un anno prima». Per Rossi «da gennaio allo scorso settembre sono stati erogati mutui immobiliari per poco più di 21 miliardi di euro. Su base annua si ottiene un ammontare di circa 30 miliardi, molto minore di quello registrato nei due anni precedenti, anche di quello del 2009, l’ altro anno di forte recessione più recente, in cui comunque furono erogati mutui per oltre 40 miliardi» Resta il fatto che la caduta del reddito disponibile reale delle famiglie che si sta profilando per l’ anno in corso è maggiore di quella del 2009. In quell’ anno la propensione al risparmio era più alta di oltre 3 punti percentuali e le famiglie, all’ atto dell’ acquisto di un’ abitazione, erano nella condizione di sborsare un anticipo più alto e di contrarre un mutuo con un più basso rapporto loan-to-value (ammontare del finanziamento in rapporto al valore dell’ immobile)». I nuclei vulnerabili «L’ accresciuta selettività nell’ offerta di credito, se ha condizionato la scelta delle famiglie, ha però contribuito a contenere il peggioramento della qualità dei finanziamenti concessi», ha concluso Rossi. Il problema è che la crisi economica rende le famiglie italiane finanziariamente più vulnerabili. Ancora secondo i dati Bankitalia, nel 2010 il 3,6% delle famiglie italiane (poco meno di 900 mila nuclei) era gravata da un servizio del debito superiore al 30% del loro reddito. Per il Codacons «sino a che le famiglie continueranno ad avere una riduzione del loro reddito reale i consumi non potranno che scendere e l’ Italia, conseguentemente, non sarà in grado di crescere ed uscire dal tunnel della crisi». Da qui la conseguenza che «non vi potrà essere crescita fino a che l’ unica cosa che non viene più adeguata all’ inflazione sono le retribuzioni». «I dati della Banca d’ Italia sui redditi delle famiglie sono drammatici. Il tunnel è sempre più buio e il peggio per i lavoratori e le imprese, in particolare per i più giovani, deve ancora venire in termini di assenza di lavoro e di chiusura di attività. Dopo manovre di finanza pubblica pesantissime e anche a causa di esse, il debito pubblico continua ad aumentare, anche al netto dei contributi al Fondo europeo salva Stati», afferma Stefano Fassina, responsabile Economia del Pd. nascosto

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