5 Aprile 2017

Famiglie con più potere d’ acquisto

Famiglie con più potere d’ acquisto

ANNA RITA RAPETTA ROMA. Nel 2016 il potere d’ acquisto delle famiglie è aumentato del l’ 1,6%. È il rialzo più alto registrato dall’ Istat negli ultimi quindici anni, anche se la tendenza nell’ ultimo trimestre, con la ripresa dei prezzi, ha subito una brusca inversione. Rispetto allo stesso trimestre del 2015, infatti, è stato rilevato un calo dello 0,9%. In salita anche il reddito disponibile delle famiglie, che nel 2016 è aumentato dell’ 1,6%, così come la spesa per consumi finali che cresce dell’ 1,3% dando luogo a un aumento della propensione al risparmio dello 0,2% rispetto al 2015. Dai dati pubblicati ieri dall’ Istituto di statistica, però, emerge che, come il potere d’ acquisto, l’ indice relativo al reddito disponibile ha invertito la tendenza nell’ ultimo trimestre dell’ anno facendo segnare un -0,6%. Nel 2016 è andato all’ insù anche l’ indice della propensione al risparmio delle famiglie: +0,2 punti percentuali rispetto al 2015 (passa dal l’ 8,4% all’ 8,6%). Ma nel fatidico quarto trimestre, con il reddito disponibile in calo e i consumi ancora in crescita, anche quest’ indice ha ripreso a calare. «La strada per tornare ai livelli di potere d’ acquisto e consumi pre -crisi è ancora molto lunga, e a dirlo sono i numeri. Tra il 2007 e il 2014, infatti, la capacità di spesa delle famiglie è diminuita complessivamente del 12%, mentre nello stesso periodo i consumi degli italiani sono crollati per la maxi -cifra di 80 miliardi di euro», commenta il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, secondo cui il dato positivo è «un’ illusione ottica» causata dalla «deflazione e dal crollo dei prezzi al dettaglio avvenuto nel corso del 2016, quando l’ inflazione ha fatto segnare una media del 0,1%». Nello stesso report, l’ Istat pubblica il conto trimestrale delle pubbliche amministrazioni. L’ indebitamento netto delle P.a. in rapporto al Pil è rimasto stabile rispetto allo stesso trimestre del 2015, attestandosi al 2,3%. In termini di incidenza sul Pil, il saldo primario delle P.a. (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato invariato a +1,7%. L’ attivo del saldo corrente si è fortemente ridotto, scendendo a +0,9% dal +2,5% di un anno prima. Infine, la pressione fiscale, che è diminuita dello 0,6% rispetto allo stesso trimestre del 2015, scendendo al 49,6%. In base alle stime preliminari dell’ Istat, nel 2016 hanno ripreso a risalire anche i prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie, sia per fini abitativi sia per investimento. Una variazione contenuta su base annua – aumenta dello 0,1% nei confronti dello stesso periodo del 2015 (era 0,9% nel trimestre precedente) – ma che comunque interrompe la serie negativa cominciata nel 2011. Questa lieve crescita è dovuta principalmente ai prezzi delle abitazioni esistenti (+0,1%, da -0,6% del trimestre precedente), che invertono anch’ essi la tendenza negativa iniziata cinque anni prima. I prezzi delle abitazioni nuove segnano invece una marcata attenuazione della flessione (-0,1%, da -2,0% del periodo precedente). Rispetto alla media del 2010, nel 2016 i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 14,6% (2,3% le abitazioni nuove, -19,6% quelle esistenti).
anna rita rapetta
 
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this