2 Ottobre 2015

Famiglie, aumenta il potere d’ acquisto

Famiglie, aumenta il potere d’ acquisto

ROMA – Crescono i redditi e il potere d’ acquisto delle famiglie italiane nel secondo trimestre del 2015, cioè nel periodo aprile-giugno. Secondo l’ Istat, il potere d’ acquisto delle famiglie, cioè il reddito disponibile al netto dell’ inflazione è in aumento dello 0,2% sul trimestre precedente e dell’ 1,1% su base annua. È il dato migliore dal 2007, prima cioè che esplodesse la lunga crisi economica. Un segnale positivo che conferma come le famiglie stiano tornando a dare un (leggero) impulso ai consumi, spendendo di più. La propensione al risparmio, su base annua, al netto della stagionalità, è stati pari all’ 8,7% con un aumento di 0,5 punti percentuali rispetto al corrispondente trimestre del 2014, ma in discesa dello 0,2% nel confronto con il dato del terzo trimestre 2015. Sostanzialmente ferma, invece, la pressione fiscale che nel secondo trimestre si attesta al 43,2% con un minimo calo: -0,1% rispetto al 2014. Nel complesso dei primi sei mesi dell’ anno il peso delle tasse ha avuto un valore pari al 41,1%, lo stesso registrato nella prima parte dell’ anno precedente. Mentre sul fronte dei conti pubblici, sempre stando alle rilevazioni dell’ Istat riferite ad aprile-giugno, il rapporto deficit-Pil è risultato pari allo 0,9% (-0,2% sullo stesso periodo del 2014). Nel complesso, nella prima metà del 2015, l’ indebitamento netto è pari al 3,2% del Pil, anche in questo caso in calo. Quanto all’ effetto sui consumi, che indirettamente è anche indice anche della fiducia delle famiglia, nel secondo trimestre la spesa delle famiglie per consumi finali in valori correnti è aumentata dello 0,7% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% su base annua. «Il potere d’ acquisto è ancora lontano dai livelli pre-crisi e, di questo passo, ci vorranno altri 11 anni per recuperare la perdita di capacità subita dai cittadini – è il commento del consumatori del Codacons – I numeri registrano un miglioramento che, tuttavia, appare ancora inadeguato, soprattutto se si considera la forte perdita di potere d’ acquisto subita dalle famiglie italiane tra il 2008 e il 2014, pari al -12% con una contrazione media, per singola famiglia, pari a -1.910 euro». © riproduzione riservata.

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