26 Settembre 2019

Falsi invalidi, il processo riparte dopo 18 mesi

la sola eccezione accolta è relativa alla richiesta di esclusione delle parti civili
Ha preso il via, dopo un anno e mezzo di rinvii per problemi legati alla composizione del collegio, il processo sulla «fabbrica» di falsi invalidi scaturito dall’ inchiesta «La carica delle 104». Ieri mattina è stata scongiurata l’ ennesima impasse con l’ ordinanza della presidente della seconda sezione penale Wilma Angela Mazzara che non si è astenuta, come chiesto da uno dei difensori, l’ avvocato Antonino Gaziano, ritenendo di non essere incompatibile nonostante avesse disposto, nel procedimento di prevenzione, la confisca dei beni di uno dei principali imputati, l’ imprenditore di Raffadali Daniele Rampello. Il collegio composto anche dai giudici Fulvia Veneziano e Micaela Raimondo ha poi invitato i difensori degli imputati a prospettare eventuali questioni preliminari. La sola eccezione accolta è quella relativa alla richiesta di esclusione delle parti civili, avanzata dagli avvocati Angelo Farruggia e Annalisa Russello nell’ interesse dei propri assistiti, i medici Gerlando Taibi e Giuseppe Porcello, nei confronti dell’ associazione dei consumatori Codacons – Onlus, dell’ associazione Codici Onlus e dell’ associazione Codici Sicilia che, pertanto, non parteciperanno al processo. Si torna in aula il 29 ottobre per sentire i primi testi. L’ operazione della polizia con quattordici arresti, fra carcere e domiciliari, e altre misure cautelari minori, è scattata il 22 settembre del 2014. L’ inchiesta «La carica delle 104» ipotizzava un collaudato sistema che, attraverso due «bande parallele», aveva messo in piedi un giro di certificazioni false che, con la complicità di medici infedeli e faccendieri senza scrupoli, attestava invalidità e patologie finalizzate a truffare lo Stato. (*GECA*)

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