5 Dicembre 2006

Falsi bolli Aci, chiusa l?agenzia della truffa

Falsi bolli Aci, chiusa l?agenzia della truffa


Tarquinia, la Finanza sequestra il locale e assicura: «Le auto potranno circolare»





Da ieri mattina, il punto Aci di Tarquinia è stato chiuso e privato delle insegne. E sono tanti i cittadini che, certi di aver subito una truffa, istituito un comitato intendono rivolgersi al Codacons. La vicenda dei bolli auto 2003, regolarmente pagati ma mai versati alla Regione Lazio, coinvolge almeno un migliaio di persone; e non solo di Tarquinia: anche dei piccoli comuni limitrofi che, come Monteromano, non hanno un punto Aci. Dopo un primo avviso di pagamento ricevuto lo scorso anno, dopo le assicurazioni avute allora dal responsabile del servizio circa un “disguido telematico della Regione“ che sarebbe stato presto risolto, per quel bollo 2003 stanno arrivando invece ora le cartelle esattoriali. Ma dopo un anno di indagini, la tenenza della guardia di finanza è pronta a chiudere il cerchio. Questione di giorni. Ora si sa che la vicenda non ha riguardato solo i bolli auto, ma diversi tipi di pratiche. Non da ultimo quelle sui passaggi di proprietà. Da ieri mattina in via Domenico Emanuelli sono chiusi il punto Aci e l`agenzia di assicurazioni che lì operava. All`entrata, un messaggio scritto a penna e non firmato per i clienti, parla incredibilmente di una riapertura a gennaio “come ufficio privato“, di pratiche e bolli che verranno spediti a casa e di polizze da ritirare chiamando un numero di telefono, che risulta però corrispondere ad una filiale assicurativa di Tuscania, ignara di tutto. Poi tutti i numeri dell?Aci di Viterbo a cui ci si può rivolgere. Il servizio di Tarquinia era stato sospeso già da tempo, in attesa di fare luce sulla vicenda. Ciò nonostante, il titolare ha continuato a operare fin quando ha potuto. Ieri, senza più insegne, l`ufficio è stato sbaraccato e ora è chiuso. In attesa di poter dare comunicazioni ufficiali, la Finanza assicura però che «le auto possono continuare a viaggiare tranquillamente e l`Aci di Viterbo farà in modo che i bolli non dovranno essere ripagati». Gli uomini del tenente Romilda Dima hanno già eseguito gli accertamenti bancari e sembra che qualche sorpresa l`abbiano trovata, tanto che preannunciano «una possibile rivalsa della Regione direttamente sul titolare del servizio». Nella storia spunterebbero falsi bolli auto, riconoscibili dagli originali in molti casi per un codice identificativo non Aci.





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